AMBIENTE. Genova, blitz di Greenpeace in porto contro nave cisterna

Ci eravamo abituati a vederli attraverso la televisione, lottare contro le baleniere giapponesi, tra onde oceaniche. E invece in questo weekend gli attivisti di Greenpeace sono arrivati fino in Italia per portare avanti la loro crociata ambientalista, in questo caso contro la deforestazione e in difesa di animali come le scimmie che ne patiscono le conseguenze.

Sabato mattina all’alba, nel porto di Genova, dall’ammiraglia verde "Rainbow warrior" sono partiti tre gommoni di attivisti vestiti da oranghi (una delle specie più minacciate), verso la nave cisterna "Bunga Melati", "carica – secondo una nota di Greenpeace – di biodiesel appartenente alla multinazionale Wilmar e ottenuto dall’olio di palma".

Secondo l’organizzazione ambientalista questa azienda sarebbe "campione di deforestazione in Indonesia" e l’espansione delle coltivazioni industriali di palma da olio, per la produzione di beni di consumo e persino biodiesel, starebbe distruggendo molte foreste, decimando in alcune aree del pianeta gli ultimi oranghi. Per questo con una protesta pacifica gli attivisti si sono avvicinati alla nave ormeggiata nel porto genovese e hanno fissato con dei magneti sulla fiancata lo striscione "Taglia la CO2, non le foreste".

"Bruciare le foreste per produrre benzina verde non può essere la soluzione per combattere i cambiamenti climatici. Ad accelerare questo processo è anche la legge europea che prevede entro il 2020 la sostituzione del 10% del totale dei consumi di carburante in biodiesel" ha concluso Greenpeace, che per tutto il fine settimana ha anche aperto a visitatori e curiosi la sua ammiraglia verde.

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