AMBIENTE. Goletta Verde Lazio: mare, 4 bandiere nere, sotto accusa cemento selvaggio e inquinamento

Non tutto è perduto, ma non si può certo dire che il mare del litorale laziale se la passi bene: il passaggio di Goletta Verde di Legambiente ha infatti fotografato una situazione dove si sommano gravi situazioni di inquinamento legate all’assenza di depurazione – sono fuorilegge 14 punti sulle foci dei piccoli corsi d’acqua – e l’avanzare del cemento selvaggio, che fa guadagnare tre bandiere nere ad altrettante località costiere, cui se ne aggiunge una quarta causa inquinamento.

"Proprio a casi di cementificazione della costa – spiega Legambiente – sono legate tre delle quattro bandiere nere destinate ai nemici del mare che sono state assegnate dalla Goletta Verde nel Lazio. Hanno conquistato il poco ambito vessillo: il "Porto della Concordia" di Fiumicino, mega progetto che prevede 130 mila metri cubi di banchine e attrezzature connesse sulla foce del Tevere, zona ad altissimo rischio idrogeologico; la lottizzazione abusiva "Il villaggio del Parco" a Bella Farnia di Sabaudia (Lt), dove un fondo agricolo di 12 mila metri quadrati è stato trasformato in centinaia di villini residenziali; infine il "lungomuro" degli stabilimenti di Ostia, che hanno nascosto il mare con grandi muraglie e pretendono canoni irrisori e un "dazio" per far accedere i cittadini alla spiaggia. La quarta Bandiera Nera è stata assegnata per il grave inquinamento della foce del Rio Santa Croce nel Comune di Formia (Lt) che da anni versa in una pessima condizione dal punto di vista della depurazione e del degrado".

C’è poi il capitolo inquinamento: all’inizio dell’estate c’è stata una "ondata marrone" sulle coste del Lazio e, secondo i biologi di Goletta Verde, tutto questo è stato causato dal fatto che fossi e torrenti sversano direttamente in mare. Così 11 punti sulle foci del piccoli corsi d’acqua sono risultati fortemente inquinati, altre tre inquinati, e questo "nonostante i criteri più permissivi della nuova legge sulla balneazione in vigore da quest’anno". Aumenta inoltre la temperatura allo sbocco dei fossi, che raggiunge un picco di 34 gradi alla Foce del Rio Vaccino a Ladispoli, e diminuisce la trasparenza delle acque.

In particolare, rileva Goletta Verde, sono queste le situazioni più critiche per l’inquinamento microbiologico delle foci: in provincia di Roma allo sbocco del Fosso Cavallo morto ad Anzio, del Fosso d’Incastro ad Ardea, del Fosso Zambra a Cerveteri e del canale sul lungomare Pyrgi a Santa Severa (Comune di Santa Marinella), insieme alle foci del Tevere a Fiumicino e del Rio Torto a Pomezia. Inquinati anche gli sbocchi di Astura a Nettuno e Rio Vaccino a Ladispoli. In provincia di Viterbo sono risultate fortemente inquinate due zone che si trovano entrambe nel Comune di Tarquinia, ovvero la foce del fiume Marta e quella del torrente in località Saline. Inquinata la foce del fiume Fiora a Montalto di Castro. In provincia di Latina sono zone ad alto rischio le foci del Rio Santa Croce a Formia, del torrente Claro Sant’Anastasia a Fondi e dello sbocco del canale in località Sant’Agostino a Gaeta.

Sotto accusa dunque lo stato di qualità dei fiumi e dei corsi d’acqua. Ma anche i progetti di cementificazione del territorio, come ha sottolineato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio: "Quella dell’inquinamento è solo una delle criticità con cui fa i conti il mare del Lazio. Le tappe percorse dalla Goletta Verde hanno delineato infatti un filo risso di denuncia: dai nuovi faraonici porti del Lazio, tanto inutili quando speculativi, che accentuano l’erosione innescando ripascimenti a peso d’oro, agli assalti dell’illegalità al Parco nazionale del Circeo, dove vanno difesi con forza segnali positivi come la liberazione del Lago di Paola da undici pontili abusivi con centinaia di imbarcazioni. Con una catena umana abbiamo stigmatizzato l’impatto letale che avrebbe sul turismo la folle scelta nucleare, a Montalto di Castro piuttosto che a Borgo Sabotino o sul Garigliano, mentre allo stesso tempo va abbattuto il ‘lungomuro’ degli stabilimenti balneari sul Lido di Ostia, fatto di cancelli, palizzate e tornelli per monetizzare e impedire illegittimamente il libero accesso al mare. Tra appetiti criminali e progetti sbagliati si delinea un’alleanza distruttiva, insomma, contro la quale va riaffermata la valenza di un mare bene comune, da difendere ogni giorno respingendo le ondate della sopraffazione e dell’illegalità".

Ma un altro mare è possibile, se si considera che sono 12 le località del Lazio premiate dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano: In vetta alla classifica regionale ci sono Montalto di Castro (Vt) e Ventotene (Lt), entrambe con quattro vele. Seguono con tre vele Sperlonga (Lt) e con due Sabaudia (Lt), Tarquinia (Vt), San Felice Circeo (Lt), Nettuno (Rm), Ostia (Rm), Santa Marinella (Rm), Gaeta (Lt) e Ponza (Lt). Una vela, infine, per Anzio (Rm).

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