AMBIENTE. Goletta Verde Legambiente: no a trivellazioni e a ricerca petrolio nei mari italiani

"La ricerca forsennata per individuare petrolio in tutta Italia potrebbe portare a estrarre circa 187 milioni di tonnellate al massimo, una quantità che, ai consumi attuali, sarebbe sufficiente a garantire autonomia energetica al nostro Paese per appena 30 mesi, secondo le stime dello stesso ministero dello Sviluppo economico. Nel frattempo, però, avremmo messo a rischio le aree marine più pregiate del nostro territorio". È quanto denunciato da Goletta Verde di Legambiente al passaggio al largo delle isole Egadi, uno degli arcipelaghi interessati dalla prospettiva di trivellazioni. Per l’occasione, l’associazione ambientalista ha deciso di consegnare a Shell Italia, interessata all’arcipelago, la Bandiera nera dei Pirati del mare e ha ribadito la propria contrarietà a ogni ipotesi di ulteriore sfruttamento dei fondali.

Nel mirino di Legambiente ci sono le recenti attività delle Istituzioni: "In Consiglio dei ministri e in Parlamento fioriscono i provvedimenti a favore delle trivellazioni per estrarre petrolio dai mari italiani. C’è il testo unico delle disposizioni per le attività di ricerca e coltivazione degli idrocarburi attualmente in discussione, ma anche il comma che rivede l’estensione dei vincoli nel Golfo di Taranto, infilato di soppiatto nel testo che recepisce la direttiva europea contro i reati ambientali e in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale".

Altrettanto criticato il disegno di legge che prevede la "Delega al governo per l’adozione del testo unico delle disposizioni in materia di prospezione ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi": si tratta, afferma Legambiente, di "un provvedimento che esclude qualsiasi motivazione di carattere ambientale, giustamente bocciato all’unanimità dalla Commissione Ambiente del Senato nei primi giorni di luglio".

La strada della delega al governo non è affatto considerata condivisibile, tanto più che il testo – prosegue l’associazione – lascia invariate le royalties a vantaggio delle compagnie petrolifere e istituisce una nuova Agenzia dedicata alle risorse minerarie ed energetiche e per la sicurezza delle attività estrattive a cui dovrebbero essere trasferite le competenze e le risorse umane degli uffici periferici della Direzione generale del ministero dello Sviluppo economico.

Comments are closed.