AMBIENTE. Goletta dei Laghi: maglia nera ai laghi di Como, Iseo e Garda

Chiare, dolci e fresche acque lacustri, ma non così pulite e balneabili, almeno nei 14 laghi italiani monitorati da Legambiente in sei regioni italiane (Lazio, Umbria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino). Acque inquinate in 14 punti sul lago di Garda, dove le analisi hanno rilevato una concentrazione di batteri fecali al di sopra dei limiti di legge: sei sono sulla sponda lombarda, due su quella trentina e infine gli altri sei sulla costa veneta. Sui 14 laghi italiani monitorati da Legambiente, sono 65 i campioni risultati inquinati, mentre tra i bacini più grandi la maglia nera nazionale va al lago di Como – con 15 punti critici, in media uno ogni 11 km di costa – e all’Iseo – con nove campioni fuori dai limiti, mediamente uno ogni sette km.

Sono questi i dati presentati oggi dall’associazione ambientalistanel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Milano, per illustrare il bilancio finale della Goletta dei Laghi 2009, che ha fornito un quadro piuttosto preoccupante della salute delle acque lacustri italiane.

Nel lago di Garda, che bagna il Veneto, il Trentino e la Lombardia, le analisi hanno rilevato una concentrazione di batteri fecali al di sopra dei limiti di legge.

"Desenzano e Limone del Garda sono due ‘vecchie conoscenze’ della Goletta dei Laghi – ha dichiarato Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia – a cui quest’anno si aggiunge Tignale. Anche sul Garda c’è bisogno di urgenti interventi infrastrutturali: occorre adeguare il sistema di depurazione, anche alla luce dei nuovi sciagurati piani di sviluppo urbanistico, basati molto spesso sulla costruzione di seconde case. Bisogna risolvere il problema dei 130 sfioratori che scaricano a lago reflui non depurati durante le piogge: solo con questi interventi si migliora la salute dei laghi e non cambiando frettolosamente la normativa come ha fatto la Regione Lombardia".

Il Pirellone ha infatti cambiato le regole del gioco anticipando l’entrata in vigore della nuova normativa sulla balneazione (d.lgs. 116/2008) – nonostante il decreto "mille proroghe" e una successiva circolare del ministero della Salute prevedessero anche per l’estate 2009 il monitoraggio delle acque secondo la vecchia legge del 1982, utilizzata da tutte le altre regioni italiane e dai tecnici della Goletta dei Laghi – senza aspettare il completamento dell’iter ministeriale e l’approvazione del decreto attuativo in assenza del quale la nuova normativa non è pienamente applicabile, oltre a risultare più permissiva, secondo gli esperti di Legambiente.

Con il cambio della normativa lombarda sulla balneazione, che Legambiente ha definito una "magia alla Houdini", a diventare puliti "per decreto" sul lago di Garda sono ben quattro punti sui sei risultati inquinati: Moniga, Salò, Toscolano Maderno e Limone del Garda.

"I numeri sulla mancata depurazione delle acque reflue sono da vera e propria emergenza nazionale – ha concluso Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente -. Siamo stanchi di sentir parlare di grandi e inutili infrastrutture, come il ponte sullo Stretto di Messina quando si potrebbero utilizzare quelle risorse per opere pubbliche meno visibili ma più utili, come i sistemi di fognatura e trattamento dei reflui fognari, evitando di pagare le sanzioni europee. Per garantire la salute dei bagnanti e la tutela dell’ambiente è necessario che entro fine anno il ministero della Salute approvi il decreto attuativo, completando la normativa di recepimento della direttiva sulla balneazione. Solo così manterremo quel primato europeo che il nostro paese detiene dal 1982".

di Flora Cappelluti

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