AMBIENTE. Goletta dei Laghi: male Como e Iseo, brutta sorpresa per il Garda

I laghi di Como e d’Iseo conquistano la maglia nera dell’inquinamento, brutte sorprese riservano il lago di Garda e il lago Maggiore, mentre minori sono le criticità riscontrate nei laghi del Lazio e promosso è il Trasimeno. Sono in breve i risultati della Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna di monitoraggio scientifico sullo stato di salute dei laghi, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati). La campagna ha riscontrato 58 campioni inquinati, fra i quali 46 fortemente inquinati, ovvero con concentrazione di batteri fecali pari almeno al doppio del limite di legge, mentre sono 38 le foci di fiumi e torrenti risultate fuori legge a conferma che i problemi dei laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell’entroterra.

"Questa situazione di grave inquinamento – rileva l’Associazione – è stata rilevata nonostante quest’anno sia entrata in vigore la nuova legge sulla balneazione con criteri molto più permissivi rispetto alla precedente normativa del 1982, che ha fatto perdere all’Italia il primato europeo sul sistema di monitoraggio delle acque detenuto fino ad ora".

Risultano abbastanza inaspettati i dati negativi riscontrati per il lago di Garda. Sono 17 i punti sul Garda risultati inquinati: dei 10 punti critici sulla sponda lombarda, sono risultati fortemente inquinati i campioni prelevati a Tignale, Toscolano Maderno, Salò, Moniga del Garda, 2 punti a Desenzano del Garda e 2 a Sirmione, mentre sono risultati inquinati quelli di Tremosine e Limone del Garda. In Veneto sono 6 le aree critiche: sono risultati fortemente inquinati i campioni di Bardolino, Peschiera del Garda, Lazise e 2 punti prelevati a Castelnuovo del Garda; inquinato il campione di Garda. In Trentino infine è stato rilevato un punto inquinato a Torbole. Commenta Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei Laghi e direttrice di Legambiente Lombardia: "Anche sul Garda le foci dei torrenti e gli scarichi abusivi si confermano i nemici del lago. A proposito di depurazione ci piacerebbe che la Regione Lombardia e le amministrazioni locali dimostrassero la stessa determinazione manifestata negli anni scorsi per la realizzazione dell’ennesima autostrada o di un grande evento come l’Expò".

"L’inquinamento da scarichi fognari non depurati nei laghi italiani rappresenta ormai una cronica emergenza nazionale – aggiunge Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente – L’Italia affronti seriamente questo problema invece di aggirarlo con operazioni furbesche, come fatto con la nuova legge sulla balneazione, molto più ‘generosa’ della precedente. Per chiudere questa pagina vergognosa occorre procedere alla costruzione di fognature e depuratori ma serve la volontà politica da parte del Governo e degli enti locali, lo stanziamento di adeguate risorse economiche e la certezza normativa, che la nuova legge di riforma degli Ambiti Territoriali Ottimali purtroppo non garantisce. Non c’è più tempo da perdere: il nostro Paese è in procedura d’infrazione europea per il mancato trattamento delle acque reflue che interessa il 30% dei cittadini, pari a ben 18 milioni di italiani. Il Governo attivi una task force con le amministrazioni locali per sanare in tempi brevi questa ferita, anche per evitare le multe salate che pagherebbero i cittadini italiani senza alcuna speranza di condono, scorciatoia che il nostro Paese conosce purtroppo molto bene".

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