AMBIENTE. Greenpeace: Banca Intesa finanzia il nucleare sovietico di 40 anni fa

No al completamento dei due reattori nucleari sovietici anni ’70 a Mochovce, in Slovacchia. A dirlo a gran voce è Greenpeace che denuncia la "pericolosità del progetto" finanziato da Banca Intesa San Paolo. L’istituto, infatti, ha già concesso una linea di credito di circa 100 milioni di euro, senza aver ricevuto alcuna garanzia sulla sicurezza dei reattori. Lo riferisce in una nota l’associazione.

Gli attivisti di Greenpeace stanno distribuendo volantini presso le agenzie Banca Intesa Sanpaolo in 21 città italiane per avvertire i clienti dei gravi rischi connessi al completamento dei reattori di Mochovce, a circa 550 Km da Venezia. "La tecnologia – ha spiegato il responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace, Francesco Tedesco – è assolutamente antiquata: reattori sovietici di 40 anni fa senza un guscio di contenimento che possa proteggerli da eventi esterni come la caduta di un aereo o un attentato terroristico".

Inoltre, il progetto verrà avviato in totale mancanza di partecipazione pubblica, in quanto l’attuale Governo non intende effettuare alcuna procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, negando ai cittadini la possibilità di influenzare il processo decisionale. "Ciò rappresenta una chiara violazione della normativa europea, per questo motivo Greenpeace ha già provveduto a citare in giudizio il Governo Slovacco".

"Anche l’economicità del progetto – ha detto il Direttore delle Campagne di Greenpeace, Giuseppe Onufrio – è fortemente discutibile: 1.9 miliardi di euro per 880 MW, pari a cinque volte il costo di una centrale a gas della stessa potenza. Comprare una Duna al prezzo di una Ferrari
significa buttare i soldi dalla finestra e mettere a rischio la vita dei passeggeri. Attualmente Enel investe nel nucleare tre volte tanto che nelle rinnovabili".

Greenpeace si augura che Intesa San Paolo possa seguire l’esempio di ING Group che ha già deciso di ritirarsi dal finanziamento di Mochovce. "Banca Intesa Sanpaolo si presenta – ha concluso Tedesco – almeno a livello pubblicitario come un soggetto responsabile che ha a cuore l’ambiente. Tuttavia, aver concesso il credito senza aver ottenuto chiare garanzie sul livello di sicurezza di Mochovce in mancanza di una procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale, rappresenta un grave atto di irresponsabilità nei confronti dei cittadini europei".

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