AMBIENTE. Greenpeace: “Incidenti nucleari non sono liquidabili dicendo che non è successo niente”

Continua a far discutere la sicurezza delle centrali nucleari francesi. Due incidenti in un mese – una fuga seguita alla pulizia di una vasca di ritenzione che ha portato diversi chili di uranio in due corsi d’acqua e la contaminazione leggera di un centinaio di dipendenti – e ieri un allarme interno che ha portato all’evacuazione di diversi dipendenti. E per Greenpeace gli incidenti non possono essere liquidati con il commento che "non è successo niente".

"I continui incidenti a Tricastin non sono liquidabili con un semplice non è successo niente – ha commentato in una nota Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia – La prima perdita di liquidi contenenti uranio ha fatto scattare misure di radioprotezione nei confronti della popolazione, vietando l’uso dell’acqua di falda, la pesca e il nuoto nei corsi d’acqua. Il secondo incidente ha contaminato, inoltre, un centinaio di lavoratori con livelli di radioattività sopra la media consentita che, per gli addetti ai lavori, è 20 volte superiore alla dose massima per la popolazione."

"In questi giorni – continua Onufrio – altri due "eventi" in Francia: alla centrale EDF di Saint-Alban (Liguadoca-Rossiglione) 15 lavoratori contaminati il 18 luglio e una perdita di liquidi radioattivi all’impianto di fabbricazione del combustibile di AREVA a Romans-sur-isère (Rodano-Alpi)".

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