AMBIENTE. Greenpeace: “Pescherecci pescano tonno con aerei da ricognizione”

Pescherecci italiani violano le regole pescando tonno con l’aiuto di aerei da ricognizione. La denuncia arriva da Greenpeace, che racconta come la sua nave ammiraglia, Rainbow Warrior, abbia intercettato a sud di Malta tre pescherecci italiani mentre pescavano con l´aiuto di aerei da ricognizione, mentre sono da pochi giorni in vigore le nuove regole per la pesca della Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno (Iccat) che bollano la pratica come illegale.

Secondo quanto afferma Greenpeace, "uno dei pescherecci, "Maria Antonietta", in base al Registro Iccat, sarebbe di proprietà della DemoPesca, il gruppo che intende realizzare il contestato impianto di ingrasso del tonno a Cetara, nella costiera amalfitana. Il secondo peschereccio, "Ligny Primo", apparterebbe invece a un gruppo di Trapani, mentre il terzo, Luca Maria, non figura neanche nel database Iccat". Greenpeace denuncia che durante la pesca i pescherecci sono stati circondati da aerei da ricognizione: quattro quelli identificati (tre americani e uno italiano) dall’associazione. "Da quando, un mese fa, è cominciato il nostro tour nella zona, abbiamo osservato regolarmente aerei da ricognizione. Ma oggi li abbiamo chiaramente identificati insieme ai pescherecci per cui lavorano – dichiara Alessandro Giannì, responsabile campagna Mare di Greenpeace – Le imbarcazioni europee sono tra le principali responsabili della pesca illegale del tonno rosso nel Mediterraneo. Se i paesi europei non sono capaci di controllare i loro pescherecci, questi dovrebbero essere richiamati immediatamente nei porti".

L’associazione denuncia che l´industria del tonno rosso registra uno dei più alti tassi di pesca illegale al mondo e che "attività illegali, come l´uso di aerei da ricognizione e l´utilizzo di cargo frigoriferi in cui vengono trasferiti i tonni catturati, sono molto diffuse nel Mediterraneo. Il nuovo piano di recupero del tonno rosso dell´Iccat, entrato in vigore mercoledì scorso, prevede una cattura di quasi 30,000 tonnellate, nonostante il fatto che il Comitato Scientifico dell´Iccat abbia raccomandato una quota massima di 15,000 tonnellate per recuperare lo stock". Da qui la posizione di Greenpeace: "l’attività della pesca dovrebbe essere immediatamente chiusa".

Comments are closed.