AMBIENTE. Greenpeace: “Possibile risparmiare 500 miliardi in combustibili fossili entro il 2020”

Sarà possibile risparmiare 500 miliardi di euro in combustibili fossili entro il 2020 secondo il rapporto Energy [R]evolution Europa, diffuso oggi da Greenpeace. I dati dell’associazione ambientalista arrivano a sostegno del pacchetto Ue sul clima in cui si fissano gli obiettivi di riduzione per ciascun Paese e le nuove regole per il sistema di Emissions Trading.

Proprio in questi giorni si sta svolgendo a Poznan la Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, con l’intento iniziare il 2009 con un documento di negoziato per il post Kyoto. Secondo Greenpeace "l’Ue non ha ancora trovato un accordo sul pacchetto clima-energia anche grazie alla politica di sabotaggio dell’Italia e di altri Paesi dell’Europa dell’est".

"L’Europa ha bisogno di politiche forti per sostenere le fonti rinnovabili, l’efficienza energetica e riduzioni drastiche delle emissioni – ha dichiarato Konin Francesco Tedesco, responsabile della Campagna energia e clima di Greenpeace Italia – Mentre i leader europei stanno finalizzando il pacchetto clima-energia, il rapporto Energy [R]evolution per l’Europa dimostra che esistono ampi margini tecnici ed economici per ridurre le emissioni di gas a effetto serra".

Il nuovo rapporto commissionato da Greenpeace dimostra come sia fattibile un taglio delle emissioni del 30% al 2020 e dell’80% al 2050 rispetto al 1990. Il rapporto, elaborato dal DLR tedesco (Istituto di termodinamica tecnica del Centro aerospaziale tedesco), è una dimostrazione anche della fattibilità del pacchetto clima-energia al 2020 con un sistema severo di commercio delle quote di inquinamento dove chi inquina paga e si impegna a obiettivi di efficienza energetica vincolanti.

"Queste forti misure hanno anche effetti economici positivi – ha aggiunto Giuseppe Onufrio, Direttore delle campagne di Greenpeace – Nel solo settore elettrico gli investimenti nelle fonti rinnovabili e nell’efficienza energetica possono ridurre i costi dei combustibili di 500 miliardi di euro al 2020, rispetto allo scenario di riferimento. Questi risparmi coprono gli investimenti aggiuntivi richiesti di due volte e mezzo".

Al 2050 il 56% dell’energia primaria potrà essere fornita dalle fonti rinnovabili, che potranno coprire l’88% dei consumi di elettricità. Questo è possibile se si realizzano le misure di efficienza energetica in tutti i settori.

Per i trasporti gli aumenti di efficienza e un uso limitato dei biocombustibili potranno ridurre le emissioni del 70%. Per la metà del secolo è tecnicamente ed economicamente fattibile una riduzione delle emissioni dell’80% senza ricorrere al nucleare e alla cattura e stoccaggio della CO2, tecnologia non provata, costosa e rischiosa.

"Purtroppo i segnali del governo Berlusconi vanno esattamente nella direzione opposta e rischiano di far perdere al Paese un’occasione di sviluppo tecnologico. Per un futuro sostenibile, retroguardia ambientale significa anche retroguardia tecnologica" ha concluso Onufrio.

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