AMBIENTE. Greenpeace ai leader Ue: “Se il mondo fosse una banca, lo avreste già salvato”

"Se il mondo fosse una banca, lo avreste già salvato": questi lo striscione e lo slogan con i quali Greenpeace ha manifestato durante il vertice "anticrisi" ospitato a Berlino. La richiesta dell’associazione ai leader europei è di agire per un "New Deal" verde che risolva sia la crisi economica che la crisi climatica. Uno dei prossimi fondamentali appuntamenti sarà infatti la Conferenza Onu sui cambiamenti climatici di Copenhagen, a dicembre. L’associazione chiede dunque all’Unione europea "di prepararsi a questo appuntamento investendo in una ripresa verde dell’economia, e impegnando circa 35 miliardi di euro all’anno per aiutare le economie in via di sviluppo a ridurre le proprie emissioni di gas serra, proteggere le foreste tropicali e mettere in atto misure di adattamento. Questa cifra rappresenta la quota europea di un fondo mondiale di 110 miliardi di euro all’anno, da oggi al 2020, che tutti i Paesi industrializzati dovrebbero contribuire a creare per trovare un accordo a Copenhagen".

Secondo Greenpeace, i 110 miliardi di euro dovrebbero essere ripartiti in 30 miliardi di euro l’anno contro la deforestazione, 40 miliardi per traghettare i paesi in via di sviluppo verso un’economia a bassa emissione di carbonio, 40 miliardi per aiutare i paesi vulnerabili a fronteggiare l’impatto dei cambiamenti climatici. "Gli investimenti nella protezione delle foreste e in tecnologie pulite sono quelli più efficaci per ridurre le emissioni di gas serra – ha detto Karsten Smid, della campagna clima di Greenpeace – O i nostri leader mettono sul piatto questi investimenti, o la crisi economica sarà presto seguita da un disastro ecologico globale a cui seguiranno altre crisi economiche ben peggiori dell’attuale".

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