AMBIENTE. Greenpeace denuncia: sconosciuta la destinazione di molti rifiuti elettronici

Quale il destino di un computer che diventa rifiuto? Non si sa. Ancora troppo spesso rimane sconosciuta la fine di molti rifiuti elettronici. Secondo il rapporto di Greenpeace "Toxic-Tech: non nel nostro cortile" molti di essi finiscono in inceneritori e discariche o vengono esportati, anche illegalmente, nei paesi in via di sviluppo come Africa e Asia. In Europa non c’è un’informazione precisa su dove va a finire più del 75 per cento dei rifiuti elettronici prodotti; negli Stati Uniti questa percentuale potrebbe essere ancora maggiore superando punte dell’80 per cento; I dati forniti da quattro produttori di computer, che hanno già adottato misure di ritiro e riciclo dei beni a fine vita, indicano che solo il 10 per cento circa dei loro prodotti vengono recuperati.

"Sono – denuncia Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace – i lavoratori asiatici, costretti a disassemblare questi prodotti a mani nude, i più esposti alla miscela dei composti chimici tossici contenuti nei rifiuti elettronici. Per non parlare dell’inquinamento arrecato all’acqua, all’aria e al suolo non solo in corrispondenza dei cantieri di lavoro ma anche nelle aree limitrofe. La montagna di prodotti elettronici obsoleti sta crescendo a un tasso elevatissimo a causa della rapida evoluzione del settore che si unisce al loro sempre più breve ciclo di vita".

"La verità – prosegue Polidori – è che non e’ possibile definire con certezza cosa accade ai rifiuti elettronici che non seguono il percorso del riciclo responsabile. Per questo i produttori devono aumentare il loro impegno per raccogliere e trattare gli scarti correttamente, introdurre programmi volontari di ritiro dei prodotti in disuso e, allo stesso tempo, rimuovere le sostanze pericolose dai propri articoli già nel ciclo di produzione in modo da agevolare le operazioni di riciclo e recupero dei materiali in essi contenuti. Solo così potremmo assicurarci che la marea di rifiuti tossici venga fermata senza diventare un pericoloso problema nel cortile di qualcuno".

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