AMBIENTE. Greenpeace: le emissioni di CO2 potrebbero essere dimezzate per il 2050

Una rivoluzione globale nella produzione e nell’uso di energia perché "il clima del pianeta è al bivio" e le emissioni globali di CO2 potrebbero invece essere dimezzate entro il 2050 attraverso una "rivoluzione energetica". È quanto afferma Greenpeace che chiede ai governi del mondo una rivoluzione globale nella produzione e nell’utilizzo di energia, in risposta ai continui avvertimenti dell’IPCC (Comitato scientifico delle Nazioni Unite per il clima) sui catastrofici cambiamenti climatici. L’IPCC si è riunito a Bangkok per discutere il rapporto "Mitigation of Climate Change", il terzo della serie che costituirà il Quarto Rapporto di Valutazione del 2007.
"Il clima del pianeta è al bivio – ha dichiarato Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne Greenpeace Italia – Possiamo imboccare la strada delle fonti rinnovabili e dell’uso intelligente ed efficiente dell’energia, facendo in modo che l’aumento della temperatura media globale si mantenga sotto i due gradi centigradi ed evitando le peggiori conseguenze dei cambiamenti climatici. Oppure possiamo continuare nella direzione dei combustibili fossili, verso un futuro di eventi meteorologici estremi, siccità e profughi disperati a causa dei disastri climatici. Le decisioni prese ore sulle politiche energetiche determineranno i livelli di disordini climatici cui il pianeta sarà soggetto."

Greenpeace, in collaborazione con il Consiglio Europeo dell’Energia Rinnovabile, ha presentato di recente una strategia su come ristrutturare il sistema energetico e dimezzare la produzione di CO2 entro il 2050. Secondo Onufrio, lo scenario globale implica che "il volume di investimenti per i nuovi impianti fino al 2050 rientrerebbe in un margine di 300-350 miliardi di dollari all’anno – quasi simile all’ammontare dei soldi che oggi vengono investiti in sussidi ai combustibili fossili. Trasferire questi soldi e investirli in energia rinnovabile, cogenerazione ed efficienza potrebbe dimezzare le emissioni globali di CO2 entro il 2050."

Bisogna dunque puntare su rinnovabili ed efficienza energetica: entro il 2050 – afferma Greenpeace nel recente studio "Energy [R]evolution: A sustainable World Energy Outlook", sviluppato insieme a EREC, European Renewable Energy Council – entro il 2050 circa il 75 per cento dell’elettricità potrebbe essere prodotta da fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico e solare), mentre nel settore della fornitura di calore il contributo delle rinnovabili (biomasse, collettori solari e geotermico) potrebbe crescere fino al 65 per cento. Questo permetterebbe di ridurre le emissioni di gas serra del 50 per cento.

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