AMBIENTE. Greenpeace: nastri nelle città per indicare il livello del mare al 2040

Un nastro per mostrare come sarà il livello dei mari al 2040 se non verranno attuate misure in difesa del clima. In occasione del "compleanno" del protocollo di Kyoto, che compie quattro anni lunedì prossimo, gli attivisti di Greenpeace saranno impegnati domani e domenica a srotolare chilometri di nastri segnaletici con la scritta "No carbone – livello del mare al 2040", nei luoghi simbolo delle città italiane. Già confermata la partecipazione di Milano, Roma, Padova, Pescara, Torino, Bologna, Venezia, Napoli, Genova.

Nei Paesi industrializzati, ricorda Greenpeace, le emissioni di gas serra devono essere ridotte di almeno il 30% al 2020 e di almeno l’80% al 2050. E, secondo ricerche recenti, limitare l’aumento della temperatura terrestre a due gradi centigradi potrebbe non bastare a evitare effetti catastrofici come la scomparsa di interi arcipelaghi nel Pacifico. Bisogna dunque stabilizzare al più presto, entro il 2015, le emissioni di gas serra mondiali.

"Il 2009 è un anno cruciale per il futuro del Pianeta – commenta Francesco Tedesco, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace – entro la fine dell’anno si dovrà trovare un accordo per la seconda fase del Protocollo di Kyoto e definire nuovi impegni di riduzione delle emissioni al 2020 e al 2050. Un fallimento lancerà il Pianeta verso una crisi climatica irreversibile ben più grave dell’attuale crisi finanziaria".

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