AMBIENTE. Ieri la Biodomenica 2008: il cibo bio piace

I produttori biologici hanno incontrato i consumatori che guardano all’alimentazione naturale. Cibo ed eventi culturali in cinquanta piazze d’Italia hanno segnato la Biodomenica 2008, la campagna promossa dall’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, Legambiente e Coldiretti, che si è svolta ieri in tutta Italia per portare il cibo bio nelle piazze italiane. Roma, Firenze, Napoli, Milano, Palermo, Bari, Padova, Potenza, Isernia, Cagliari, Piacenza, Genova, Torino e tante altre le città coinvolte nell’iniziativa, che giunta alla nona edizione ha adottato come tema la lotta ai cambiamenti climatici.

I consumi bio si stanno affermando. È quanto emerge dagli ultimi dati disponibili che rilevano nel 2008 un aumento del 6% rispetto all’anno precedente: a trainare la crescita del bio sono i prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati (+18,4%), i prodotti per l’infanzia (+17,6%) e i lattiero-caseari (+5,7%). E secondo l’anteprima dati BioBank, quest’anno si è registrato un aumento del 16% nelle mense scolastiche bio e del 6% dei pasti bio serviti ogni giorno. A livello europeo la Germania rappresenta il principale mercato di prodotti biologici in Europa, anche se la tendenza degli ultimi cinque anni registra soprattutto la dinamicità della Gran Bretagna lanciata a diventare il principale mercato di prodotti bio.

"Il Successo della Biodomenica – ha commentato Andrea Ferrante, presidente dell’Aiab – conferma che i consumatori non rinunciano al bio, nonostante la difficile congiuntura economica che stiamo vivendo. Questo significa che il cibo biologico è ritenuto un bene essenziale da un numero sempre più crescente di consumatori italiani, allettati dal fatto che ormai la forbice di prezzo tra i prodotti convenzionali e quelli biologici si è notevolmente ridotta, soprattutto nel caso dell’acquisto tramite vendita diretta". E dunque, ha aggiunto, "sarebbe un peccato che la fiducia conquistata nei consumatori italiani venisse indebolita da un mercato che permette la contaminazione accidentale da Ogm fino allo 0,9 per cento dei prodotti bio, come previsto dal regolamento europeo che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2009. Per questo chiediamo ancora una volta al ministro dell’Agricoltura un impegno in questo senso, per rispettare la passione degli italiani per il biologico"

Per la direttrice generale di Legambiente Rossella Muroni "l’agricoltura biologica risulta altamente significativa nell’ottica della mitigazione del cambiamento climatico attraverso la riduzione delle emissioni di gas di serra, la promozione di tecniche agronomiche a basso impatto energetico e di minor consumo idrico, la gestione diversificata delle colture più strettamente legate alle caratteristiche del territorio di produzione".

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