AMBIENTE. Il 91,3 % delle acque costiere italiane è balneabile

"La balneabilità delle nostre coste è tra le migliori d’Europa, con una media che supera il 90%. E i controlli sono costanti, rigorosi e sempre aggiornati". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta commentando i risultati del Rapporto sulle acque di balneazione che presenta i dati sulla balneabilità delle acque italiane marine, lacustri e fluviali. Il dossier è il frutto dei dati delle strutture regionali, Arpa, e Asl che hanno controllato ben 4.667 punti di prelievo marini, 5.410 Km di coste, e circa 478 punti di prelievo lacustre e 7 fluviali, con 52.745 campioni/anno.

L’annuale Rapporto sulla qualità delle acque di balneazione deriva da un programma di controlli molto articolato. Obiettivo del programma di sorveglianza è l’esatta conoscenza, sia sotto il profilo microbiologico, sia sotto quello fisico-chimico, dello stato delle acque marine, lacustri e fluviali e, quindi, l’identificazione sia delle situazioni di degrado ambientale che di situazioni, anche solo potenzialmente, pericolose. Ciò comporta la necessità, in particolare per Regioni e Comuni, di interdire alla balneazione i tratti di costa che non rispondono ai requisiti di legge, ricorrendo a provvedimenti spesso difficili, soprattutto per regioni a spiccata vocazione turistico-balneare, ed impopolari, ma indispensabili per raggiungere l’obiettivo della massima garanzia per i bagnanti.

In tutto 52.745 controlli su 5.150 punti di prelievo marini. Il Friuli (100%), il Molise (98,1%), la Toscana (98%), la Liguria (97,6%) la Basilicata e l’Emilia Romagna (97.3%) sono le Regioni che hanno la percentuale più elevata di chilometri di costa controllati e balneabili rispetto alla lunghezza della costa (media nazionale 91,3%). Lazio (21%) e Campania (19,9%) sono ancora le Regioni che hanno la maggiore percentuale di chilometri costieri non idonei alla balneazione. Seguono Veneto (10,8%) e Calabria (10,1%). Tutte le altre Regioni sono al di sotto della media nazionale di spiagge inquinate che è dell’8,7%. Le Province con la maggiore percentuale di costa balneabile sono Lucca, Potenza, Ferrara, Udine, Gorizia e Trieste con una percentuale del 100%, seguono Livorno (99,4%), Ragusa e La Spezia (99,3%), Taranto (99,1%). Le Province con una percentuale più elevata di costa inquinata sono Caserta (67,1% %), Roma (44,7%%), Palermo (21,6%), Bari (19,9%). Complessivamente il quadro nazionale appare molto rassicurante anche se si nota un lieve aumento della costa non balneabile (+1,15% in quasi tutte le regioni rispetto alla costa marina da controllare) rispetto allo scorso anno.

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