AMBIENTE. Il Ministro Matteoli presenta Relazione 2005

Il Ministro Altero Matteoli ha presentato oggi presso Villa Madama a Roma la Relazione sullo stato dell’Ambiente 2005, che raccoglie ed analizza dettagliatamente l’evoluzione della situazione ambientale, basata sui dati pubblicati dall’Apat (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici), in relazione con lo sviluppo economico-sociale del Paese e del contesto internazionale.

Il Ministro dell’Ambiente e delle Politiche del Territorio ha preliminarmente sottolineato la necessità di coniugare tutela naturale e crescita economica, con il coinvolgimento attivo dei vari dicasteri interessati, delle imprese e delle associazioni ambientaliste. La stessa Relazione 2005 è articolata tenendo presente tale obiettivo: l’introduzione iniziale è infatti seguita da 6 capitoli intitolati Ambiente e Energia, Ambiente e Industria, Ambiente e Trasporti, Ambiente e Agricoltura, Ambiente e Turismo, Ambiente e Aree Urbane. "Nel nostro Paese – ha affermato il Ministro – è cresciuta la coscienza ambientale, in tutti i settori. Tuttavia i risultati positivi e incoraggianti sono messi a rischio dal gap di infrastrutture che ha affetti negativi sull’economia e sull’ambiente. L’aumento dei consumi energetici nei trasporti è il caso più evidente di questo gap, ma scontiamo carenze infrastrutturali anche nel settore acqua e rifiuti".

Ma ecco i dati principali illustrati nella Relazione:
Energia e emissioni gas serra. Le emissioni di anidride carbonica sono aumentate dal 1990 al 2004 dell’11,6%, una situazione in linea con i maggiori paesi europei. Ciò è il risultato di politiche Ue ancora non pienamente conformi ai dettami di Kyoto. Il Rapporto indica però che le emissioni pro capite in Italia sono sotto la media europea. Negli ultimi 10 anni infatti si è consolidato il "disaccoppiamento" tra emissioni di CO2, l’intensità di carbonio dell’economia ed il PIL.
Industria. Al 31 gennaio 2006 si contano ancora 1.104 impianti a rischio, di cui la maggior parte in Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto. Le emissioni totali delle industrie però si sono ridotte del 23% tra il 1990 ed il 2001. La produzione di rifiuti speciali nel 2003 è stata di 100,6 milioni di tonnellate (di cui il 5,4% sono rifiuti pericolosi).
Trasporti. Negli ultimi 15 anni la domanda è aumentata del 30% per le persone e del 10% delle merci, a cui non ha corrisposto un’adeguata offerta di infrastrutture. Il parco veicolare è cresciuto tra il 1990 ed il 2003 del 33%. Il settore trasporti è responsabile del 61% dell’inquinamento atmosferico, ma le emissioni sono comunque diminuite. Le vetture in regola con gli standard ambientali 2005 sono il 93% dei diesel, il 73% delle auto a benzina ed il 68% dei veicoli commerciali.
Aree Urbane. In Italia esistono 14 centri metropolitani in cui vive il 16% della popolazione. Le città registrano un costante aumento di area urbana, con una crescente domanda di mobilità. L’auto rimane il mezzo preferito, ma nei grandi centri è aumentato dal 27,6% del 2000 al 28,6% del 2004 l’uso di veicoli pubblici.
Gestione dei rifiuti. "Nonostante i progressi sulla raccolta differenziata – ha dichiarato Matteoli – resta l’anomalia delle discariche: bisogna invece chiudere tali siti, riciclando il materiale e portando i rifiuti residui presso i termovalorizzatori".
Risorse idriche. Il consumo medio giornaliero pro capite di acqua è superiore ai quello europeo. Ciò da un lato evidenzia la disponibilità idrica per i cittadini italiani, dall’altro invece è indice di scarsa efficienza nella gestione di tale risorsa. Le tariffe italiane inoltre sono più basse della media europea.
Agricoltura. Fertilizzanti e prodotti chimici sono in diminuzione, mentre cresce l’agricoltura biologica (che copre ormai 1 milione di ettari sul territorio).
Aree protette. Le aree naturali sono il 9,7% della superficie nazionale ( di cui il 48% di aree marine e ben 2,9 milioni di superfici a terra). Rispetto al 2000 ci sono 103 nuove aree protette. La valorizzazione dei luoghi naturalistici incide favorevolmente anche sul turismo.

"L’esperienza di questi 5 anni – ha concluso il Ministro – dimostra che i risultati più positivi si verificano laddove l’ambiente è legato a produzione e sviluppo". "Il patrimonio naturale – ha ribadito il sottosegretario di stato per l’Ambiente Norberto Tortoli – non deve essere inteso come un vincolo ma come un’opportunità".

Secondo Legambiente, dai dati presentati non si evince affatto un quadro ottimistico. "A cominciare da Kyoto che – ha dichiarato Francesco Ferrante, direttore Legambiente – persino dal rapporto, emerge come sia sempre più un miraggio". Per l’associazione è ancora "allarme rosso" per gas di scarico e aree protette.

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