AMBIENTE. Il Parlamento Ue sarà verde: ridurrà le emissioni del 30% entro il 2020

Gli europarlamentari hanno deciso di creare un Parlamento verde: entro il 2020 si propongono di ridurre le emissioni del 30%, cambiando il comportamento quotidiano, utilizzando le energie rinnovabili e limitando il bisogno quotidiano di energia. Questo ambizioso progetto segue uno studio, richiesto dall’ufficio di Presidenza del Parlamento Ue, che delinea i possibili traguardi da raggiungere.

Prima di tutto si deve puntare a ridurre l’impronta di carbonio, che sarebbe la percentuale di CO2 che produce ognuno di noi, quindi l’impatto che noi stessi abbiamo sull’ambiente. Purtroppo il Parlamento Ue ha 3 sedi separate, per non concentrare in un unico Stato il potere a livello europeo, ed ha bisogno di ampi spazi: oltre 1 milione di metri quadrati per 785 deputati. L’impronta di carbonio del Parlamento Ue è fatta per il 32% da elettricità e gas naturali, per il 28% dal trasporto, per il 19% dagli edifici e hardware, per il 20% dalla fornitura di attrezzature e servizi e per l’1% dal riscaldamento.

Dall’inizio del 2008 l’istituzione ha già raggiunto una diminuzione del 17% delle emissioni di CO2 grazie all’introduzione dell’uso della sola energia verde (non nucleare) nei suoi 3 luoghi di lavoro ecogestiti (certificati EMAS – Sistema di gestione Ambientale). Il nuovo palazzo a Lussemburgo avrà pannelli solari installati sul tetto, termo energia dal suolo e riscaldamento a biomassa. In uno degli edifici di Bruxelles è stata montata una cisterna di 145.000 litri d’acqua piovana per essere riutilizzata quale scarico del water, 8 pannelli solari rotanti sono stati collocati per riscaldare l’acqua e gli uffici sono dotati di rivelatori di presenza che controllano luci, riscaldamento e ventilazione. La flotta di macchine europee verrà gradualmente sostituita con vetture ibride. Sempre più spazio alle video conferenze e schermi nelle sale conferenza per risparmiare sulla carta.

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