AMBIENTE. Il riutilizzo di immobili è una politica sostenibile. Seminario a Milano

Riutilizzare il patrimonio immobiliare già esistente nelle città può essere un buon esempio di politica sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che urbanistico. Oggi a Milano, presso il Politecnico, si svolge il primo incontro del seminario internazionale sul "Ri-uso temporaneo". E’ l’occasione per riflettere sulle esperienze di altri paesi che, ormai da qualche anno, riconvertono e riutilizzano temporaneamente edifici dismessi che diventano così una risorsa per la città e terreno di sperimentazione di pratiche innovative e creative di progettualità urbana.

In vista del grande appuntamento dell’Expo 2015 la città di Milano vorrebbe proporre la pratica del riutilizzo immobiliare nell’agenda delle politiche urbane. Le associazioni culturali Cantieri Isola, Precare.it, i laboratori Multiplicy.lab e Laboratorio Casa e Quartieri, che hanno organizzato l’evento di oggi, credono che investire nel riutilizzo temporaneo di un patrimonio già esistente può fungere anche da connettore di pratiche progettuali e sociali del contesto milanese. Il capoluogo lombardo ha già avviato primi esempi di Progetti Pilota, come BaseB e Stecca Temporanea, che hanno dimostrato una capacità progettuale dal basso con grandi potenzialità di sperimentazione.

A Bruxelles da più di 10 anni opera una società, la Citymine(d), che si propone sul mercato come intermediaria tra proprietari pubblici e privati di immobili sfitti e associazioni legate al mondo dell’arte e della cultura per sfavorire l’abbandono e il degrado degli immobili e favorire l’uso della città come laboratorio. Ma la capitale belga non è l’unico esempio; la città di Londra ha sfruttato una grande area ex industriale creando un Hub di creatività tra i più significativi d’Europa, e Berlino ed Amsterdam sono ricche di "riutilizzi" del genere.

Il programma del seminario

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