AMBIENTE. In Italia aumentano le emissioni di CO2: la denuncia di Greenpeace

In Italia le emissioni di CO2 sono aumentate del 13 per cento circa dal 1990 a oggi. E sono continuate ad aumentare dal 2005 al 2006, quando sono passate da 225,8 a 227,1 milioni di tonnellate. In "pole position" nella classifica delle emissioni c’è il settore termoelettrico con 149 milioni di tonnellate di CO2 emesse in atmosfera nel 2006 a fronte delle 124,7 assegnate. E al primo posto c’è Enel, seguito da Edison, Endesa, Edipower, Enipower e Tirreno Power. Lo rivela la classifica dei principali gruppi industriali soggetti alla direttiva europea sull’Emission Trading elaborata da Greenpeace sui dati della Commissione europea. Milioni di tonnellate di CO2 – commenta l’associazione – separano dunque l’Italia da Kyoto.

"Nel mercato delle emissioni l’Italia acquista solamente – denuncia infatti Greenpeace – Fra il 2005 e il 2006 le emissioni complessive sono aumentate da 225,8 a 227,1 milioni di tonnellate di CO2. Le misure adottate dal governo non sono quindi riuscite neanche a stabilizzare emissioni che dovevano essere ridotte". Dopo il settore termoelettrico, seguono a distanza nella classifica delle emissioni il settore del cemento mentre "un segnale positivo – afferma l’associazione – arriva dai gruppi petroliferi e dalle grandi acciaierie". "I dati relativi al 2006 confermano un deficit ambientale preoccupante, segno del ritardo del nostro Paese a prendere la strada per Kyoto. Il peso del settore termoelettrico è evidente. Il forte ritardo sulle rinnovabili e le scelte pro carbone, sostenute anche da una parte rilevante del governo, rischiano di peggiorare la situazione": è quanto afferma Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e clima di Greenpeace.

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