AMBIENTE. In corso vertice Onu a Cancun. “In marcia per il clima”: Italia dia contributo concreto

Cancun sarà l’ultima fermata per il clima? Per il Parlamento europeo, il vertice dell’Onu rappresenta "l’ultimo grande vettore di speranza per fare finalmente un passo avanti negli sforzi per ridurre le emissioni di anidride carbonica e per mitigare i cambiamenti climatici". Il vertice, iniziato il 29 novembre, si chiuderà venerdì 10 dicembre. E proprio in questa seconda settimana le trattative si faranno più intense per cercare di raggiungere un accordo globale vincolante.

Il Parlamento europeo su questo tema "ha ribadito la propria posizione, adottando lo scorso 25 novembre una risoluzione che invita l’UE a aumentare al 30% invece che 20%, rispetto ai livelli del 1990, il proprio obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2020. Un documento che sottolinea anche due punti chiave per le trattative di Cancún: l’importanza di proteggere le foreste e gli aiuti ai paesi in via di sviluppo in cambio di progressi sul lato ambientale".

Nel frattempo ieri le oltre 50 organizzazioni italiane della coalizione "In marcia per il clima", che raccoglie realtà del mondo produttivo e del lavoro, della difesa dell’ambiente e dei consumatori, del volontariato laico e cattolico, della ricerca scientifica e della scuola, hanno scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio, ai Presidenti di Camera e Senato e ai Presidenti delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato per chiedere un impegno deciso dell’Italia per la riuscita del Vertice di Cancun.

"Nei giorni della stretta finale del Vertice ONU – si legge nella lettera – ci rivolgiamo alle massime Istituzioni del nostro Paese affinché l’Italia dia un pieno e convinto contributo perché questo Vertice rappresenti un vero punto di svolta per i negoziati sul clima. E’ necessario che si adottino decisioni ambiziose capaci di definire un nuovo accordo globale legalmente vincolante, da finalizzare nella prossima Conferenza delle Parti prevista nel dicembre 2011 in Sudafrica. Serve una forte leadership capace di costruire un ponte tra i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo. Gli occhi sono puntati sull’Europa nella speranza che sappia guidare i negoziati verso un accordo ambizioso e giusto. L’Italia a Cancun deve contribuire a ristabilire e consolidare la leadership europea, fortemente compromessa lo scorso anno a Copenhagen. Senza di essa, infatti, difficilmente a Cancun sarà possibile adottare le indispensabili decisioni sugli aiuti finanziari ai paesi in via di sviluppo, la protezione delle foreste, le misure di adattamento, la cooperazione tecnologica".

Nella lettera si chiede dunque che l’Italia "si faccia promotrice di misure concrete anche a livello nazionale contro i cambiamenti climatici. Da parte nostra, – aggiunge la coalizione – ci impegniamo a far crescere sempre più la consapevolezza e l’interesse perché si adottino stili di vita e politiche in grado di ridurre le emissioni di CO2, interloquendo con i cittadini e con le istituzioni nazionali, regionali e locali, anche per rispondere all’appello internazionale a collegare le problematiche internazionali all’ordine del giorno di Cancun ai temi chiave delle agende nazionali e locali, a cominciare dalla difesa capillare dei beni comuni".

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