AMBIENTE. In un decreto i benefici per chi produce energia dai rifiuti

Un decreto del Ministero delle Attività Produttive emanato di concerto con il dicastero dell’Ambiente, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 maggio scorso, individua i rifiuti e i combustibili derivati dai rifiuti ammessi a beneficiare del regime giuridico riservato alle fonti rinnovabili. Il provvedimento si riferisce ad uno dei principi cardine del nuovo codice ambientale, che stabilisce che il sistema della raccolta differenziata e selettiva dei rifiuti ha la finalità di promuovere, il riutilizzo, il riciclo e la valorizzazione energetica dei rifiuti, e che, pertanto, il passaggio dei rifiuti, in particolare dei rifiuti a base di biomassa, per tale sistema rappresenti un mezzo idoneo a promuovere il rispetto della gerarchia comunitaria di trattamento al fine di favorire la riduzione dei rifiuti destinati allo smaltimento, e di effettuare la valorizzazione energetica, che e accertato essere una pratica preferibile allo smaltimento.

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto il Ministro delle attività produttive e quello dell’ambiente sono tenuti a concludere uno o più accordi di programma con le associazioni maggiormente rappresentative dei soggetti che effettuano raccolta differenziata e selettiva di rifiuti, di quelli che effettuano il riutilizzo e il riciclo dei medesimi rifiuti, e dei soggetti che eserciscono impianti di valorizzazione energetica dei medesimi rifiuti, finalizzati a incrementare le attività di riutilizzo, riciclo e valorizzazione energetica.

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