AMBIENTE. Incendi, Cia: agricoltori in prima linea nel presidio del territorio

Gli incendi di questi giorni (ben 7mila) hanno mandato in fumo oltre 45mila ettari di boschi e campagne. Lo rileva la Cia (Confederazione italiana agricoltori), secondo la quale gli imprenditori agricoli, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, svolgono un ruolo fondamentale nel monitoraggio e nella difesa del territorio.

Gli agricoltori, sottolinea la Cia, contribuiscono attivamente all’attività di presidio non solo delle campagne ma anche degli ambienti boschivi, con azioni preventive e di pronto intervento. "L’imprenditore agricolo- rileva la Confederazione – può giocare un ruolo importante nella lotta contro gli incendi, in particolare quelli boschivi, che ormai rappresentano una vera emergenza nazionale. Praticamente il territorio di un comune su sei è stato finora devastato dalle fiamme e, visti i drammatici presupposti, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente".

"Con la loro azione multifunzionale, – prosegue la Cia – i produttori agricoli diventano così protagonisti attivi sul territorio. Dunque, produttori agricoli in campo per vigilare sui boschi, tutelando un patrimonio che con oltre dieci milioni di ettari supera il 30 per cento del territorio nazionale". "L’agricoltore – afferma la Confederazione – è in grado di svolgere un’attenta opera di pulizia e manutenzione del sottobosco e delle scarpate e dei cigli stradali dall’erba secca, ma anche di sviluppare un deciso impegno nella realizzazione di fasce tagliafuoco e nel liberare il terreno dai materiali facilmente infiammabili".

In linea con le azioni di prevenzione degli incendi, la Cia ha aderito all’iniziativa "Bosco sicuro", promossa lo scorso anno dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro. "Come Cia – commenta il presidente Politi – siamo mobilitati in questa direzione e faremo il massimo sforzo possibile perché si arrivi a contrastare e a debellare definitivamente il fenomeno degli incendi. In questo modo, gli agricoltori diventano principali artefici nella difesa del territorio, dei veri ‘land manager’ contro una piaga che manda in fumo ecosistemi, accrescendo la fragilità idrogeologica del territorio e provocando un danno non solo economico ma anche sociale. Di qui, l’esigenza di proseguire e sviluppare in maniera adeguata l’iniziativa che vede a fianco produttori agricoli e guardie forestali in una grande battaglia civile".

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