AMBIENTE. Incidenti industriali, Commissione Ue deferisce l’Italia

"Le autorità italiane devono predisporre piani di emergenza intesi a proteggere i cittadini e l’ambiente dalle conseguenze di gravi incidenti industriali". Questo il commento del commissario per l’ambiente Stavros Dimas alla decisione della Commissione europea di deferire l’Italia alla Corte di giustizia europea per la mancata osservanza della normativa europea sul controllo delle conseguenze derivanti da incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose.

Per Dimas "E’ assolutamente indispensabile che gli impianti in cui vengono trattati materiali pericolosi dispongano di piani di emergenza in caso di incidenti. Le conseguenze di incidenti di questo tipo vanno evitate con ogni mezzo possibile."
L’Italia non avrebbe inviato entro il limite previsto (3 febbraio 2002) i piani di emergenza. Dopo vari reclami della Commissione il nostro Paese si era impegnata a elaborare i piani mancanti. Ma niente di fatto fino ad oggi.

L’esecutivo Ue ha inoltre deciso di procedere nei confronti dell’Italia per non avere recepito integralmente nel diritto nazionale e attuato una direttiva adottata nel 1995 con lo scopo di ridurre la presenza nelle acque comunitarie di navi al di sotto delle norme, promuovendo l’applicazione della legislazione internazionale e comunitaria in materia di sicurezza marittima, fissando criteri comuni per il controllo delle navi negli Stati di approdo e armonizzando le procedure di ispezione e immobilizzazione. A tutt’oggi l’Italia non ha recepito né applicato una delle norme della direttiva che impone di addebitare i costi delle ispezioni all’armatore o all’operatore della nave. L’iniziativa odierna della Commissione costituisce l’ultima fase della procedura prima della denuncia ufficiale dinanzi la Corte di giustizia.

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