AMBIENTE. Inquinamento acustico, Regione Liguria scrive al Comune di Genova: controlli sui veicoli

Sono i Comuni che devono rilevare e controllare le emissioni sonore prodotte da motocicli e ciclomotori e altri veicoli endotermici, facendo ricadere questi adempimenti ai corpi di Polizia Municipale. Ma questo, in Italia, non succede quasi mai. E’ la Legge quadro nazionale 447/95 che impone a tutti i Comuni l’aggiornamento dei regolamenti di Igiene e sanità o di Polizia Municipale in materia, ma c’è anche il D.P.R. n. 142/04, sul quale è contemplato l’obbligo già esistente di applicare integralmente l’art. 80 del Codice della Strada "Revisioni" per mitigare le emissioni di fumo e rumore provocate dai veicoli "taroccati".

Dopo varie battaglie il Movimento Difesa del Cittadino di Genova e Legambiente sono riusciti a far emanare dalla Regione Liguria la Circolare "Controlli di rumore ambientale" diretta al Comune di Genova, affinché si adegui alle norme e aggiorni i regolamenti locali in materia.

"Il rumore, l’inquinamento acustico – dichiara Vittorio Bigliazzi, presidente MDC Liguria – sta diventando una vera e propria piaga ed emergenza per la salute fisica e psichica degli abitanti di grandi e piccole città. In Italia da alcuni anni vi sono leggi specifiche, ma sconosciute ai più e non applicate dalle stesse autorità preposte all’osservanza e al controllo". "Le attività di controllo e vigilanza in materia di inquinamento acustico – spiega Gian Paolo Bellone, Gian Paolo Bellone responsabile Ufficio Vertenze di MDC e Legambiente Liguria – sono svolte dalle province e dai comuni. In particolare, quando il presunto inquinamento acustico riguarda siti collocati all’interno del territorio di un unico comune, le funzioni amministrative relative al controllo restano di esclusiva competenza della stessa municipalità. Il Legislatore ha attribuito la repressione e il controllo alla Polizia Municipale ritenendo che nessuno, meglio del Vigile Urbano, possa controllare le diverse realtà locali ed abbia, quindi, la possibilità di intervenire in ogni circostanza nella maniera più appropriata".

In proposito, si ricordano le principali omissioni:

  • mancato adeguamento del Regolamento di Igiene e Sanità o di Polizia Municipale, previsto dalla Legge 447/95 al p.2 dell’art.6;
  • mancata attuazione della procedura di controllo e "rilevazione delle emissioni prodotte dai veicoli" prevista dall’art. 6 Legge 447/95 (p.1, lettera f), in applicazione del Codice della Strada (D.Leg.vo 285/92);
  • mancata applicazione dell’art. 9, D.P.R. 142/04 (Disciplina delle emissioni sonore prodotte dalle infrastrutture stradali) e contemporanea mancata applicazione del Codice della Strada al p.5 dell’art.80 "Revisioni" ove è prevista la possibilità di sottoporre a controllo veicoli presso gli Uffici Provinciali della Motorizzazione".

 

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