AMBIENTE. Inquinamento, le polveri sottili favoriscono arteriosclerosi e tumori

L’esposizione prolungata ad agenti inquinanti, quali le polveri sottili, può favorire l’insorgere di tumori ed infarti. E’ il risultato di uno studio statunitense che sarà presentato ad Urbino, nel simposio internazionale Accent "I cambiamenti climatici e la variazione della composizione dell’atmosfera", organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche e dal Network Europeo Accent (Atmospheric composition change: the european network of excellence), in collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino.

Secondo la ricerca scientifica, le polveri sottili presenti nell’aria accelerano i processi legati a patologie cardiovascolari e tumorali."Ogni aumento di 10 μg/m3 di PM 2.5 (polveri di diametro inferiore a 2.5 micron) – spiega Francesco Forastiere del Dipartimento di Epidemiologia dell’Azienda sanitaria locale di Roma e presidente del Comitato Ambiente e salute della European Respiratory Society – comporta un incremento del 24% di incidenza di eventi cardiovascolari collegati all’arteriosclerosi e un incremento del 76%di morte per patologie cardiovascolari". "Questo studio condotto negli Usa e pubblicato sul New England Journal of Medicine – prosegue Forastiere – è confermato da un esperimento che mostra come ratti esposti all’aria di New York sviluppino arteriosclerosi molto più velocemente, e da altri studi epidemiologici condotti in varie parti del mondo. L’American Cancer Society ha analizzato un campione di circa 500.000 adulti dal 1982 al 1998: ogni aumento di 10 μg/m3 di PM 2.5 è associato ad una maggiore mortalità per tumori del polmone (+6%), malattie cardiovascolari (+9%) e respiratorie (+14%). Uno studio effettuato a Los Angeles riporta un aumento del 17% della mortalità per ogni incremento di 10 μg/m3 di PM 2.5. Studi europei confermano questi dati".

Durante il simposio si parlerà diffusamente dei rischi connessi ai cambiamenti del clima, tema sul quale si confronteranno i massimi esperti in materia. In particolare si discuterà delle possibili strategie comuni da attuare in Europa. "Per PM 2.5 e PM 10 – conclude Forastiere – è stata indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità un valore guida rispettivamente di 10 e 20 μg/m3. Per dare un’idea, le grandi città italiane hanno valori intorno ai 40-45 μg/m3 per il PM 2.5 e 225-230 per il PM 10. Il paradosso è che a fronte delle raccomandazioni dell’Oms verrà votata a breve dal Parlamento europeo la proposta di una nuova legislazione volta a portare il limite per PM 2.5 a una concentrazione di 25 μg/m3 e per PM 10 a 40 μg/m3. Valori decisamente troppo elevati: secondo la European Respiratory Society, l’approvazione di questa nuova direttiva europea costituisce un grave passo indietro nella politica ambientale della Ue".

 

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