AMBIENTE. Istat, nel 2006 più inquinamento e più verde urbano

Nel 2006 aumenta il tasso di motorizzazione (+0,7% rispetto al 2005), il numero di motocicli per mille abitanti (+7,3%), la domanda di trasporto pubblico (+2,6%), la quantità di rifiuti urbani raccolti (+1,6%), la densità di verde urbano (+1,0%), il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti (+7,1%). Sono alcuni dei dati emersi dall’indagine sui Dati Ambientali del 2006 condotta dall’Istat.

  • Acqua

Il consumo pro-capite di acqua per uso domestico è rimasto pressoché invariato rispetto al 2005 (+0,1%), raggiungendo il valore di 69,4 m3 per abitante. Tra le città con popolazione residente superiore a 250 mila abitanti, Venezia, Bari, Verona, Catania, Milano e Bologna presentano, rispetto al 2005, una diminuzione del consumo di acqua per usi domestici. Nel 2006 è leggermente migliorato il servizio di depurazione delle acque reflue urbane: sono 73 i comuni nei quali la percentuale di popolazione servita da impianti di depurazione è superiore o pari al 90% (erano 70 nel 2005, 54 nel 2000). Le città che hanno migliorato la copertura nell’ultimo anno sono Novara, Massa, Taranto e Crotone. Nel 2006 sono attivi 446 impianti di depurazione, numero rimasto pressoché invariato negli ultimi tre anni ma in aumento dell’8,5% rispetto al 2000.

  • Trasporti

Nel 2006 i capoluoghi di provincia registrano un tasso di motorizzazione (numero di autovetture per mille abitanti) pari a 619,7 (+0,7% rispetto al 2005). Viterbo (753,9), Roma (742,3), Latina (735,1), Olbia (734,7) e Frosinone (715,9) sono i capoluoghi di provincia con i tassi di motorizzazione più elevati. I valori più bassi si riscontrano a Genova (464,8) e Venezia (423,7). Nel 2006 il numero dei motocicli nei capoluoghi di provincia è di 115,6 per mille abitanti (+7,3% rispetto all’anno precedente). Tale crescita è da imputare a fattori diversi: le difficoltà nel parcheggiare, la sempre maggior congestione del traffico urbano, le crescenti limitazioni alla circolazione dei veicoli in zone cittadine. Queste difficoltà del trasporto privato nei capoluoghi di provincia sono confermate ancora di più dal confronto con i restanti comuni, nei quali l’indicatore è pari a 79,6 per mille abitanti (+6,9% rispetto al 2005).

  • Inquinamento atmosferico

Nel 2006 più del 90,0% della popolazione dei comuni capoluogo di provincia è interessata dalla rilevazione del biossido di azoto, del monossido di carbonio, del PM10 e dell’ozono. Alla fine del 2006 nei 73 comuni dove viene monitorato il PM10 con centraline di tipo fondo urbano2, il numero medio di giornate di superamento del valore limite per la protezione della salute umana è pari a 67,2 (+7,3% rispetto all’anno precedente). In ben 40 comuni è stato superato il limite delle 35 giornate oltre il quale sono necessarie misure di contenimento e di prevenzione delle emissioni di PM10 (a cominciare dalla limitazione del traffico urbano).

  • Inquinamento acustico

Il primo indicatore utilizzato per capire l’attenzione delle amministrazioni comunali al problema dell’inquinamento acustico è il numero di comuni che hanno approvato la zonizzazione acustica: alla fine del 2006 erano 58 (gli ultimi comuni in ordine di tempo sono Brescia, Rimini, Rieti, Viterbo, Taranto e Nuoro): Nel Centro il 66,7% dei capoluoghi di provincia ha approvato la zonizzazione acustica, nel Nord il 63,0%, mentre nel Sud il 34,1%.

  • Verde urbano

Nel 2006 la densità di verde urbano6 nei capoluoghi di provincia (percentuale di verde urbano sulla superficie comunale), si attesta al 4,2% (+1,0% rispetto al 2005), con una variazione media annua nel periodo 2000-2006 del 2,7%. La densità di verde urbano è superiore alla media in 9 dei 12 grandi comuni; le eccezioni sono rappresentate da Roma (3,0%), Venezia (1,8%) e Bari (1,1%). Verona, Palermo e Catania hanno, inoltre, nel 2006, una disponibilità di verde urbano per abitante superiore al dato medio calcolato sui comuni capoluogo di provincia (pari a 48,3 m2).

  • Rifiuti

Nel 2006 la percentuale di raccolta differenziata, pari al 23,7% nel complesso dei 111 capoluoghi di provincia, si attesta al 33,6% per i comuni del Nord, al 23,0% al Centro e al 10,1% per il Sud. A fronte di un incremento del 7,1% della quota di raccolta differenziata nel complesso dei comuni considerati, rispetto al 2005, sono proprio i comuni del Sud che, cercando di raggiungere gli obiettivi imposti dalla normativa di legge, registrano un aumento del 21,7%. Nel 2006 sono 34 i comuni capoluogo di provincia ad aver raggiunto l’obiettivo del 35%8 di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani raccolti (26 di questi sono del Nord, 5 del Centro e 3 del Sud). Le città che per ultime hanno raggiunto il 35% di raccolta differenziata nel 2006 sono: Alessandria, Aosta, Mantova, Belluno, Ravenna, Prato, Tortolì, Sanluri e Villacidro. Nel 2006 la carta è il materiale più raccolto nel servizio differenziato (37,9% del totale della raccolta differenziata); seguono i rifiuti verdi, organici e legno (29,7%), la voce altro9 (13,4%), il vetro (9,4%), la raccolta multimateriale (5,8%) e le materie plastiche (3,7%).

  • Energia

Nel 2006 il consumo pro-capite di gas metano per uso domestico e per riscaldamento è diminuito del 4,8% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il valore di 402.5 m3 per abitante; il consumo pro-capite di energia elettrica per uso domestico è diminuito del 6,2%, attestandosi sui 1.155,4 kWh per abitante.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, in 29 comuni si registrano livelli di consumo pro-capite superiore alla media; tra questi Mantova (- 7,9%), Bolzano (-6,5%), Siena (- 5,0%), Ravenna (- 3,4%), Ferrara (- 3,2%), Sondrio (-2,3%) e Palermo (-0,9%) mostrano una contrazione dei consumi rispetto al 2000. In quasi tutti i comuni si è registrata comunque una generale diminuzione rispetto al 2005. Avellino è il comune con il più basso consumo pro-capite di energia elettrica (829,9 KWh per abitante nel 2006).

Rispetto al 2005 tutte le città con più di 250 mila abitanti presentano una diminuzione del consumo di energia per usi domestici. Genova è il comune che complessivamente risparmia di più (-8,5%). Anche a Bari e Catania i consumi energetici totali, espressi in tonnellate equivalenti di petrolio (tep), sono in diminuzione pur in presenza di aumenti del consumo di gas metano (legati ad un potenziamento della rete di distribuzione). Solo Torino mostra un incremento del consumo di energia elettrica (3,5%) associato comunque ad una diminuzione di quello di gas (-5,6%).

  • I comuni eco-compatibili

Nel 2006 i 10 comuni più "eco-compatibiliti" sono stati, nell’ordine, Trento, Venezia, Modena, Bologna, Bolzano, Livorno, Brindisi, Genova, Avellino e Aosta. Questa classifica prende in considerazione tutti i principali indicatori di cause generatrici di pressione ambientale e delle eventuali risposte da parte delle autorità. Gli indicatori considerati sono standardizzati, ovvero confrontati con i valori medi di tutti i comuni capoluogo tenendo conto della variabilità dei singoli fenomeni.

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