AMBIENTE. Italia deferita alla Corte Ue per inadeguato trattamento delle acque reflue

L’Italia e la Spagna hanno violato la normativa comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane e la Commissione Europea ha deciso di deferire i due Paesi alla Corte di giustizia dell’Unione europea. La violazione risale al 1991 e, nonostante gli avvertimenti già inviati, sono molte le città e i centri urbani a non essersi ancora dotati di un impianto di trattamento delle acque reflue conforme alle norme UE.

"Le acque reflue non trattate – precisa una nota della Commissione Ue – possono essere contaminate da batteri e virus dannosi e rappresentano pertanto un rischio per la sanità pubblica. Tra l’altro contengono nutrienti come l’azoto e il fosforo che possono danneggiare le acque dolci e l’ambiente marino favorendo la crescita eccessiva di alghe che soffocano le altre forme di vita, processo conosciuto come eutrofizzazione. "Le acque reflue urbane non trattate costituiscono sia un pericolo per la sanità pubblica che la principale causa di inquinamento delle acque costiere e interne – ha affermato Janez Potočnik, commissario per l’ambiente – Non è accettabile che più di otto anni dopo il termine stabilito, l’Italia e la Spagna non si siano ancora conformate a questa importante normativa. La Commissione non ha altra scelta se non portare i due casi difronte alla Corte di giustizia dell’Unione europea".

Comments are closed.