AMBIENTE. Italia nel mirino dell’Ue per mancato rispetto di direttive europee

Mancata esecuzione di una valutazione d’impatto ambientale per un nuovo inceneritore di rifiuti. Danni a un sito faunistico protetto a causa del prelievo d’acqua di un fiume. Mancata valutazione dell’impatto ambientale di un nuovo piano regolatore cittadino. Sono i tre casi per i quali la Commissione europea ha deciso di procedere contro l’Italia per violazione della legislazione europea sull’ambiente.

Il primo caso riguarda la mancata esecuzione da parte dell’Italia di una valutazione dell’impatto ambientale per un nuovo inceneritore di rifiuti a Massafra, in Puglia. Tutto questo in violazione della direttiva comunitaria (85/337 e successive modifiche) che impone agli Stati di effettuare una valutazione di impatto ambientale di alcuni tipi di progetti di sviluppo che potrebbero avere un significativo impatto sull’ambiente, prima di autorizzarne la realizzazione. Gli Stati devono inoltre consultare l’opinione pubblica e tenere conto dei risultati prima della decisione definitiva. A novembre 2006 la Corte di giustizia aveva condannato l’Italia per il caso relativo all’inceneritore. Nel frattempo, scrive la Commissione, è stata avviata una valutazione dell’impatto a posteriori dell’inceneritore che per non garantisce un’efficace consultazione dell’opinione pubblica. La Commissione ha dunque deciso di inviare all’Italia una lettera di costituzione in mora.

Il secondo caso riguarda un progetto di prelievo dell’acqua dal fiume Trebbia in Emilia Romagna. La Commissione ha inviato all’Italia un parere motivato relativo al progetto, che sta arrecando danni a all’habitat faunistico del Basso Trebbia, inserito nella rete UE di siti protetti "Natura 2000". A causa di un ridotto deflusso di acqua, il valore ecologico del sito risulta danneggiato. Per questo la Commissione ha inviato un parere motivato e potrebbe adire la Corte di Giustizia se l’Italia non risolverà il problema in tempi brevi.

Il terzo caso riguarda l’invio di un parere motivato sull’inadempienza del comune di Staranzano (Gorizia) che non ha accertato la necessità di eseguire una valutazione strategica dell’impatto ambientale prima di approvare un nuovo piano regolatore. Nel caso del piano regolatore adottato per il comune di Staranzano, rileva la Commissione, la decisione delle autorità competenti di non effettuare un’analisi dell’impatto ambientale non era fondata su criteri corretti.

"Realizzare una valutazione dell’impatto ambientale di nuovi piani e progetti e consultare l’opinione pubblica prima dell’adozione di una decisione definitiva sono elementi essenziali di una buona governance – ha commentato Il commissario UE per l’ambiente Stavros Dimas – Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno iscritto queste procedure nel diritto comunitario e tutti gli Stati membri sono tenuti a rispettarle. Auspico che l’Italia intervenga tempestivamente per arrestare i danni arrecati al sito faunistico del Basso Trebbia".

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