AMBIENTE. Italia vicina agli obiettivi climatici dell’UE

L’Italia è vicina al raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dall’UE per il 2020. Anzi, per quanto riguarda la riduzione di emissioni di CO2, l’Italia avrebbe raggiunto l’obiettivo già quest’anno, grazie soprattutto alla crisi economica. Quindi per il 2020 sarebbe in grado di alzare l’obiettivo delle riduzioni di CO2 da -20 a -30% come proposto dalla Commissione europea.

E’ quanto dimostra uno studio realizzato dall’Istituto di ricerche Ambiente Italia e presentato oggi a Roma nel corso del convegno Efficienza energetica: le aziende italiane alla sfida del clima, promosso da AzzeroCO2 in collaborazione con Legambiente e Kyoto Club. Secondo lo studio, con politiche e incentivi che migliorano l’efficienza energetica in alcuni settori strategici – edifici, impianti termici per riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda sanitaria, azionamenti elettrici, autoveicoli e bike sharing – è possibile ridurre i consumi energetici di circa 9Mtep e, soprattutto, le emissioni di CO2 di 28Mt entro il 2020. Gli interventi ipotizzati rendono più facile anche raggiungere gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili previsti per l’Italia al 2020, proprio perché il 17% di contributo delle energie pulite si calcola rispetto ai consumi finali, che a quel punto sarebbero inferiori. Questo tipo di interventi, poi, si ripagano da soli, con un saldo positivo di 16 miliardi di euro, calcolando la spesa ipotizzabile, i tempi di vita utile degli interventi e il mancato costo di acquisto dell’energia.

"L’efficienza energetica è una prospettiva di intervento con margini positivi ampissimi – ha commentato Beppe Gamba, Presidente di AzzeroCO2 – E questo studio dimostra come sia possibile ridurre l’impatto delle attività sul Clima creando vantaggi per le imprese e poi per gli utenti finali, perché si riducono le bollette e le importazioni di fonti fossili dall’estero". "Ai risultati di questa ricerca dovrebbe guardare con attenzione il Governo italiano – ha commentato Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente – perché dimostrano come sia nell’interesse del Paese ridurre consumi energetici e emissioni di CO2 attraverso precise politiche di efficienza energetica. Invece di ostacolare il tentativo dell’Unione Europea di passare subito a un obiettivo di -30% al 2020, fondamentale per sbloccare la trattativa a Cancun, l’Italia deve guardare ai vantaggi che otterrebbe in questo contesto, per i cittadini in termini di bollette meno care e lavoro, e per le imprese nel recupero di competitività".

Secondo gli imprenditori le aziende italiane sono in grado di intervenire in tutti i settori dove è più importante agire e in cui sono possibili i risultati maggiori, con significative opportunità di sviluppo sia in Italia che all’estero: nella riqualificazione del patrimonio edilizio (2 milioni di interventi sulle strutture edilizie opache e oltre 600.000 interventi sulle strutture edilizie trasparenti), sugli impianti di riscaldamento e raffrescamento degli ambienti, nella produzione di acqua calda sanitaria (la sostituzione di 3,5 milioni di caldaie, 1 milione di condizionatori, 5 milioni di boiler elettrici), nell’illuminazione pubblica (con la sostituzione 4,5 milioni di lampade al mercurio), nella sostituzione di 3,5 milioni di autoveicoli e nello sviluppo del bike sharing, nella sostituzione degli azionamenti elettrici (1,5 milioni di interventi).

"Dopo Confindustria – ha dichiarato Gianni Silvestrini, direttore scientifico Kyoto Club – anche questa ricerca mette in evidenza i vantaggi di una seria politica per l’efficienza. Le aperture della Cina a Cancun impongono un innalzamento dell’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni al 30% nel 2020, come richiesto anche dal Parlamento europeo nelle scorse settimane. Considerato che circa la metà delle riduzioni verranno dalle azioni sull’efficienza energetica e viste le straordinarie ricadute economiche ed occupazionali, evidenziate anche dallo studio presentato oggi, va rilanciata in Italia una coordinata ed incisiva politica dell’efficienza". Insomma per una volta l’Italia può fare la "prima della classe" in Europa e schierarsi a favore di un maggiore impegno ambientale e climatico da parte dell’Ue, che può risultare decisivo per giungere a un accordo nella Conferenza sul Clima in corso a Cancun.

 

 

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