AMBIENTE. Iva sui rifiuti, i Consumatori si mobilitano

L’applicazione dell’Iva sulla tassa di igiene ambientale (Tia) è illegittima perché rappresenta una tassa sulla tassa: la Tia infatti è una tassa, non una tariffa, e dunque su di essa non è applicabile l’Iva. La pronuncia, stabilita dalla Corte di Cassazione con una recente sentenza, sta mobilitando le associazioni dei consumatori in vista della richiesta del rimborso da parte dei cittadini di quanto pagato finora.

"Mentre il Governo dà il via allo scudo fiscale, facendo rientrare impunemente ingenti capitali occultati all’estero, milioni di famiglie, il 25% della popolazione, hanno pagato per anni una vera e propria tassa sulla tassa – dichiara Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori – Parlare di iniquità, in questo caso, è riduttivo". Si tratta di sei milioni di famiglie che hanno versato soldi in più dal 1999 al 2008, stima Federconsumatori. "Per una famiglia che paga 250 euro all’anno di Tia, quindi, la restituzione corrisponderebbe a 25 euro l’anno, che vanno moltiplicati per il numero di anni in cui si è pagata la Tia". Per questo l’associazione chiede a Governo e Ministero delle Finanze di dare disposizioni attuative perché sia applicata la sentenza, dunque interrompendo l’assoggettamento all’Iva già dalla prossima bolletta e mettendo in moto il meccanismo del rimborso. Federconsumatori annuncia inoltre che metterà a disposizione l’assistenza e i moduli necessari per la richiesta immediata della cessazione di applicazione dell’Iva e per il rimborso delle somme pagate e non dovute.

Nel frattempo, la sede nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, su sollecitazione della locale sede di Civitavecchia, ha investito della questione l’Agenzia delle Entrata con la richiesta di esprimersi ufficialmente sulla questione.

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