AMBIENTE. L’Europa discute ulteriori impegni per ridurre le emissioni di CO2

Oggi il Consiglio e il Parlamento europeo hanno adottato una serie di proposte legislative presentate dalla Commissione in materia di lotta al cambiamento climatico. Queste potranno aiutare l’Ue a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra fissate in virtù del protocollo di Kyoto, che domani festeggia il terzo anniversario dell’entrata in vigore.

Stavros Dimas, membro della Commissione responsabile dell’ambiente, ha dichiarato: "Il periodo di impegno 2008-2012, cioè il periodo durante il quale l’Ue e gli altri paesi industrializzati sono tenuti a rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni a cui hanno aderito nell’ambito del protocollo di Kyoto, a partire dal primo gennaio di quest’anno".

Sono 15 gli Stati membri che si sono impegnati a ridurre annualmente le loro emissioni dell’8% inmedia, rispetto al 1990, anno di riferimento scelto dalla maggior parte dei paesi. Nel 2005 i dati dimostrano che c’è stata una riduzione del 2%.

Le misure e iniziative supplementari che sono attualmente esaminate a livello comunitario e nazionale permetteranno di raggiungere una riduzione dell’11,4%, a condizione che vengano messe in atto molto rapidamente. Tra queste iniziative c’è la proposta della Commissione di inserire il settore di trasporto aereo nel sistema comunitario di scambio delle quote di emissione a partire dal 2011, al fine di ottenere una diminuzione del 10% delle emissioni prodotte dai carburanti, tra il 2011 e il 2020, e di ridurre le emissioni di CO2 delle vetture nuove.

Anche la proposta riguardante le energie rinnovabili, presentata dalla Commissione europea il mese scorso, contribuirebbe alla realizzazione degli obiettivi fissati per il 2020. Ma dopo il 2012 si dovrà essere ancora più rigidi: i dati scientifici stimano che per il 2050 bisognerà diminuire le emissioni del pianeta almeno del 50% rispetto al livello del 1990.

Il Consiglio europeo di marzo 2007 ha chiamato i Paesi sviluppati a ridurre collettivamente le loro emissioni del 30% da qui al 2020, indipendentemente dall’azione degli altri paesi, al fine di fare dell’Europa un’economia ad alto rendimento energetico e a basso tasso d’emissione di carbonio.

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