AMBIENTE. Laghi italiani, Legambiente: 1 campione su 3 è fuori dai limiti

Acque torbide nei laghi italiani: 1 campione su 3 è fuori dai limiti. Il primato del lago più inquinato va al lago di Como, con il 65% dei campioni fuorilegge. E’ questa la fotografia scattata da Goletta dei laghi, la campagna di Legambiente realizzata con il contributo di Cobat (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste) e COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati). Lo riferisce l’associazione ambientalista in una nota.

Nei 29 specchi d’acqua monitorati da Goletta dei laghi in 7 regioni della penisola l’inquinamento microbiologico di origine fecale è risultato fuori dai limiti nel 33% dei casi, nei 180 prelievi analizzati dai tecnici di Legambiente. Una percentuale di oltre 4 volte superiore a quella riscontrata sul mare dalla Goletta Verde, che a metà del suo viaggio di quest’estate, ha rilevato una presenza batterica eccessiva solo nell’8% dei campioni monitorati lungo le coste della penisola.

Tra le acque più torbide troviamo il lombardo lago di Como che con con il 65% dei campioni fuori dai limiti di legge, di cui il 35% in modo grave, non supera, per il terzo anno consecutivo, l’esame di Legambiente, soprattutto a causa della non completa depurazione dei reflui del territorio comasco. Preoccupano ancora anche le acque dell’Iseo, dove risultano oltre i limiti il 45% dei campioni, con due campioni su sei gravemente inquinati, mentre sul lago di Lugano sono due su cinque i prelievi oltre la soglia. E’ invece in miglioramento il bilancio emerso sulle acque del Garda, dove risulta pulito il 67% dei campioni.

E’ invece complessivamente positiva l’analisi delle acque di balneazione piemontesi nel lago Maggiore secondo il presidente di Legambiente Piemonte, Vanda Bonardo. "Non dimentichiamo però – ha ricordato Bonardo – che il vero male giace sui fondali di questo lago, vittima per anni di sversamenti incontrollati di sostanze chimiche e metalli pesanti altamente tossici, come il Ddt e il mercurio, da parte dell’area industriale di Pieve Vergonte. Ancora oggi in questo sito esiste l’impianto cloro-soda che utilizza la tecnologia obsoleta al mercurio che per decenni ha inquinato il Maggiore attraverso il fiume Toce. E’ urgente la riconversione dell’impianto, la bonifica dell’area industriale e il risanamento ambientale delle zone inquinate, compreso il fondo del lago".

Infine, "è allarmante" il dato emerso dalle analisi della Goletta dei Laghi alle foci dei fiumi che si riversano nei nostri specchi d’acqua, risultate inquinate nell’83% dei casi, di cui il 50% gravemente oltre i limiti.

"Anche quest’anno – ha concluso il responsabile scientifico nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani – la situazione sui nostri laghi resta preoccupante come conferma il confronto con i dati della Goletta Verde sul mare. In un periodo in cui si ricomincia a parlare di grandi opere pubbliche spesso inutili, è indispensabile non disperdere le risorse e finalizzarle alle infrastrutture realmente necessarie, come la realizzazione o il completamento dei sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue civili. Occorre infine fermare l’aggressione a questi veri e propri gioielli, che subiscono ancora troppo l’impatto di un turismo poco sostenibile e una cementificazione sempre più evidente delle loro coste".

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