AMBIENTE. L’allarme degli agricoltori: il cemento consuma i campi della Lombardia

Il cemento consuma i campi della Lombardia. A lanciare l’allarme sono le associazioni delle imprese agricole Coldiretti, Confagricoltura e la Confederazione italiana agricoltori (Cia) di Milano e Lodi che hanno indetto oggi una conferenza stampa per illustrare la tendenza alla scomparsa delle aree verdi nell’area milanese e nelle altre Province della Regione. I dati dell’emergenza presentati nel corso della conferenza stampa sono stati condivisi e approvati anche da un pool di associazioni di consumatori, che hanno voluto così siglare un’alleanza a tutela dell’ambiente e dell’agricoltura a cui ha aderito anche il Movimento difesa del Cittadino (Mdc).

Ma quale sarà il futuro per l’agricoltura milanese? Dai dati desunti dal Piano Agricolo triennale, emerge che Milano è la quinta provincia agricola della Lombardia, grazie a oltre 90mila ettari coltivati, 1.200 stalle con più di 100mila bovini e una ricca produzione di cereali per oltre 370 milioni di euro.

Il vero plusvalore dell’agricoltura milanese è determinato dalla sapiente combinazione di tradizione, tipicità e qualità, che rappresenta il fiore all’occhiello della Regione. Il circolo virtuoso potrebbe però essere compromesso dalla realizzazione di infrastrutture stradali, come la Tangenziale est, che prevede un lungo tracciato di 40 km di cemento in attraversamento dei territori del Parco Agricolo Sud Milano, o la famosa Brebemi, la direttissima Milano-Brescia: per far fronte all’aumento esponenziale di flussi di traffico, da queste due direttrici partiranno infatti potenziamenti della viabilità esistente che metterebbero a serio rischio le aree agricole esistenti. Oltre ai temuti interventi sulla viabilità va segnalata la richiesta di modifica del Parco agricolo Sud Milano da parte dei Sindaci locali e l’impatto dell’Expo 2015 sull’agricoltura della Provincia milanese, con l’inevitabile consumo di suolo e delle altre risorse naturali a causa dello sconsiderato sviluppo urbanistico e le ricadute negative in termini di inquinamento che già supera i limiti consentiti.

Quali interventi sono necessari quindi per far sì che gli spazi agricoli siano riconosciuti sul piano sociale, politico e amministrativo e tutelati con azioni e norme specifiche peculiari per l’agricoltura inserita in poli urbani?

Help Consumatori ha girato la domanda a Paola Santeramo, presidente provinciale della Cia Milano e Lodi. "Per il raggiungimento di questi obiettivi riteniamo sia necessario applicare gli strumenti specifici di pianificazione territoriale che integrino la gestione urbanistica di spazi agricoli con politiche per bilanciare destinazioni diverse dei suoli agricoli. Inoltre è necessario introdurre misure che riducano la pressione speculativa sui suoli", spiega Santeramo.

A questo proposito, l’assegnazione dell’Expo 2015 a Milano potrebbe – secondo, secondo alcuni osservatori – rappresentare un grande evento affaristico-commerciale che comporterebbe costi elevatissimi per l’ambiente e la salute, l’attacco concreto ai parchi regionali, la trasformazione di Milano in città vetrina. Come ha recentemente dichiarato anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, questo modello ha di fatto trasformato i nostri territori tra i luoghi più inquinati del pianeta e ci sono forti rischi di nuove colate di cemento per opere infrastrutturali e un attacco senza precedenti ai residui territori agricoli attorno alla città, come peraltro sembrerebbe segnalare l’andamento borsistico dei titoli del l settore edile, immobiliare e cemento, volati alle stelle dopo l’assegnazione a Milano dell’Expo 2015.

"Proprio per questo è importante l’alleanza tra associazioni agricole e di tutela dei consumatori in difesa dell’ambiente – aggiunge Lucia Moreschi, responsabile di MDC Lombardia -. Come associazioni vorremmo essere coinvolti nei processi decisionali e progettuali che definiranno l’Expo 2015, per far sì che diventi realmente un’opportunità per i cittadini e non una nuova occasione di sfruttamento del territorio. Riteniamo infatti che sia importantissimo tutelare la produzione incentivando il circolo virtuoso che ha finora caratterizzato l’agricoltura lombarda", ha concluso Moreschi.

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