AMBIENTE. Lav premia Parlamento Ue e comuni con le “Good Eggs”

Non tutte le uova sono ugualmente "buone". La pensa così il Compassion in World Farming, associazione internazionale per il benessere animale e la Lega Anti Vivisezione (Lav) che hanno assegnato i premi di "Good Eggs" alle aziende e istituzioni europee e nazionali che hanno scelto di smettere di rifornirsi di uova provenienti da galline allevate nelle strette e crudeli gabbie di batteria. Lo riferisce in una nota la Lav.

Tra i premiati: il Parlamento Europeo, i Comuni di Argelato (Bologna) e Verucchio (Rimini), i ristoranti NaturaSì, le multinazionali McDonald’s Europa e Unilever e oltre a più di 20 aziende europee di spicco. Secondo la Lav, grazie a questa nuova scelta, più di 5 milioni di galline saranno liberate dalle gabbie di batteria, portando così il numero complessivo di galline non più allevate in gabbia – a partire dall’istituzione dei premi "Good Eggs" – a più di 10 milioni all’anno.

In Europa vengono allevate per le uova più di 400 milioni di galline. Di queste oltre i tre quarti sono confinate nelle gabbie di batteria, ovvero in piccole gabbie di ferro che impediscono i loro comportamenti naturali e forniscono uno spazio per gallina minore di foglio di carta A4. In Italia il 70% delle galline è ancora allevato in batteria e in altri paesi come Spagna e Portogallo questa percentuale arriva al 97%.

"Questa importante scelta – ha detto il vicepresidente della LAV, Roberto Bennati – da parte di aziende e istituzioni, non può che rappresentare una linea di indirizzo per il nuovo Governo italiano a sostenere l’applicazione della Direttiva 74/1999 esprimendo parere contrario a qualsiasi posticipo del bando delle gabbie di batteria dopo il 2012. Inoltre, in Italia è necessario far partire al più presto un Piano nazionale sui controlli, relativo all’applicazione degli standard previsti dalla Direttiva, al momento ampiamente disattesi. Ai cittadini chiediamo di preferire le uova di galline allevate con sistemi alternativi alle gabbie (a terra, all’aperto o bio) e di firmare la nostra petizione su www.lav.it".

"I nostri premi "Good Eggs" – ha affermato il Food Policy Manager di Compassion in World Farming Inghilterra, Rowen West-Henzell – confermano una domanda crescente di uova europee non da gabbie di batteria, proveniente da alcuni dei più importanti marchi a livello mondiale. In vista del bando europeo delle gabbie di batteria, previsto per il 2012, ci chiediamo perché i produttori non siano incoraggiati a sfruttare di più una così evidente opportunità di mercato. I produttori europei e le aziende alimentari che devono ancora abbandonare l’allevamento in gabbia, devono tenere conto di questo cambiamento e agire subito. I consumatori non vogliono più mangiare cibo prodotto con sistemi d’allevamento crudeli".

 

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