AMBIENTE. Le proposte dell’Ue per il post Kyoto

La Commissione Ue ha presentato oggi le sue proposte per raggiungere il nuovo accordo internazionale per la lotta ai cambiamenti climatici, il cosiddetto post Kyoto, che dovrà essere sottoscritto nella conferenza di dicembre a Copenaghen. Il primo obiettivo per l’Ue è quello di limitare il riscaldamento globale a meno di 2°C al di sopra della temperatura nel periodo preindustriale. Per far questo le emissioni globali devono raggiungere il loro livello massimo prima del 2020 e poi, entro il 2050, devono ridursi del 50% rispetto ai livelli registrati nel 1990.

L’obiettivo è valido sia per i paesi sviluppati che per quelli in via di sviluppo che dovranno essere aiutati a sostenere i costi di adeguamento. Questi paesi dovrebbero limitare la crescita delle loro emissioni collettive del 15-30% entro il 2020, impegnarsi ad adottare entro il 2011 strategie di sviluppo a basso tenore di carbonio in tutti i settori principalmente responsabili delle emissioni.

Per ridurre le emissioni si prevede un aumento necessario degli investimenti netti globali di circa 175 miliardi di euro all’anno fino al 2020. Oltre la metà di questa somma sarà necessaria nei paesi in via di sviluppo. L’accordo di Copenaghen dovrebbe istituire anche un quadro di riferimento per aiutare i paesi ad adattarsi ai cambiamenti climatici inevitabili.

Secondo il principio del "chi inquina paga" gli Stati membri potrebbero usare anche una parte delle future entrate derivanti dalla vendita all’asta delle quote nell’ambito del sistema di scambio delle quote di emissione dell’Ue per aiutare i paesi in via di sviluppo.

Per raccogliere fondi l’Ue dovrebbe cercare di costituire entro il 2015 un mercato del carbonio a copertura dell’OCSE collegando il sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE ad altri sistemi comparabili del tipo "cap and trade", che fissano un tetto massimo di emissioni ma ne consentono lo scambio. Il mercato dovrebbe espandersi per includere entro il 2020 le principali economie emergenti con l’intento di istituire un mercato globale del carbonio. Il meccanismo per lo sviluppo pulito del protocollo di Kyoto dovrebbe essere modificato. Per i paesi in via di sviluppo più avanzati e per i settori economici altamente competitivi il meccanismo in questione dovrebbe essere gradualmente sostituito da un meccanismo di crediti settoriali e da sistemi "cap and trade".

"Per affrontare le cause e gli effetti dei cambiamenti climatici, nei prossimi decenni saranno necessari pesanti investimenti pubblici e privati" ha dichiarato il commissario Ue per l’ambiente Stavros Dimas . "Gli investimenti saranno in ogni caso inferiori ai costi che dovremmo sostenere se non ostacolassimo la forza distruttrice dei cambiamenti climatici. Il piano europeo di ripresa economica e le altre misure simili che sono in corso di adozione in tutto il mondo per far fronte alla crisi economica offrono l’opportunità di favorire gli investimenti necessari a basso tenore di carbonio e, al tempo stesso, di stimolare la crescita, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro. Sarà – ha concluso Dimas – tuttavia vitale individuare altre soluzioni di finanziamento per giungere a un accordo a Copenaghen".

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