AMBIENTE. Legambiente, “Appello per la verità”: supportare inchieste su navi dei veleni

Assicurare i mezzi, le risorse e il sostegno alla magistratura per le indagini sulle navi dei veleni, le imbarcazioni dal carico sconosciuto che negli anni Ottanta e Novanta sono sparite nel nulla nel Mediterraneo: questo l’obiettivo dell’Appello per la verità che Legambiente lancerà al Governo domani da Reggio Calabria, per "fare luce – afferma l’associazione – sui misteriori affondamenti di navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi".

"Sapere se e dove sono effettivamente affondate queste navi e cosa trasportavano – afferma Legambiente – è un diritto dei cittadini e un dovere delle Istituzioni". Per fare luce sulla vicenda e vincere la "congiura del silenzio" è nato dunque, spiega l’associazione, il Comitato per la Verità, costituito da Legambiente lo scorso anno insieme a magistrati, giornalisti, esponenti politici, familiari di vittime, ambientalisti, impegnati nel combattere vicende legate al traffico illeciti di rifiuti, che "hanno deciso di sostenere le attività di indagine giudiziaria e giornalistica di contrasto alle ecomafie". L’appello sarà presentato domani a Reggio Calabria nel Palazzo del Consiglio regionale della Calabria e "verrà dedicato – afferma Legambiente – alla memoria del capitano di Corvetta Natale De Grazia, impegnato nelle indagini sugli affondamenti sospetti di navi lungo le coste italiane e morto in circostanze misteriose".

L’appello, aperto alla sottoscrizione di tutti, "chiede nello specifico – si legge in una nota – al Governo e al Parlamento il massimo sostegno alla magistratura nelle indagini ancora in corso sia per gli affondamenti sospetti delle cosiddette navi dei veleni sia per i presunti traffici di materiale radioattivo; la realizzazione di una campagna di monitoraggio nei siti marini dove si presume siano avvenuti gli affondamenti delle navi e dei loro carichi tossici; l’immediato avvio di progetti di cooperazione internazionale con la Somalia, al fine di verificare l’eventuale seppellimento lungo la strada Garowe-Bosaso, di fusti e container di rifiuti pericolosi; l’immediata istituzione della Commissione d’inchiesta sulla morte della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, affinché possa proseguire l’indispensabile approfondimento del contesto in cui è maturato il loro omicidio".

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