AMBIENTE. Legambiente-Cresme: l’innovazione energetica negli edifici parte dai Comuni

Le rinnovabili e l’innovazione energetica si diffondono dal basso e a livello comunale attraverso l’innovazione energetica prevista nei regolamenti edilizi dei Comuni. È stato presentato oggi al Saie (Salone internazionale dell’industrializzazione edilizia) di Bologna il secondo rapporto di Legambiente e Cresme "L’innovazione energetica nei regolamenti edilizi comunali" sulle esperienze più interessanti di riscaldamento domestico, energia pulita e gestione organizzata nelle località virtuose d’Italia. E dunque: "Sono ben 577 – informa Legambiente – i Comuni italiani che hanno già adottato Linee guida e regolamenti ad hoc per risparmiare energia, diminuire le emissioni inquinanti, recuperare acqua piovana e riciclare materiali da costruzione attraverso i regolamenti edilizi comunali".

"Proprio i 577 Comuni ‘rinnovabili’ – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia e infrastrutture di Legambiente – dimostrano come sia oggi possibile coinvolgere il settore edilizio nella lotta ai cambiamenti climatici, mentre l’esperienza concreta di case costruite e recuperate con questi obiettivi conferma come tali criteri possano migliorare il comfort abitativo, aumentando la stima degli edifici sul mercato e contribuendo alla riduzione, fino al 50%, dei consumi energetici e quindi dei costi in bolletta per i cittadini. Per promuovere questo processo virtuoso però è necessario che il Governo e le Regioni aiutino questa ‘rivoluzione verde’ con criteri e regole chiare".

Le innovazioni? L’uso di fonti rinnovabili è obbligatorio in 406 comuni. Ci sono le tecnologie per l’efficienza energetica. Ci sono indicazioni sull’orientamento degli edifici in tema di illuminazione, l’uso di materiali da costruzione riciclabili (in 266 comuni) e di tecnologie per il risparmio idrico e il recupero delle acque piovane. Serve però, afferma Legambiente, "un vasto programma di riqualificazione dell’edilizia esistente. E se dall’analisi effettuata emerge che larga parte delle indicazioni dei regolamenti riguardi le nuove costruzioni, diventa prioritario ragionare su come intervenire nel patrimonio edilizio esistente e fare il punto sulla complessità dello scenario, monitorando i problemi, facilitando la diffusione delle informazioni, sollecitando la formazione e la ricerca".

"I Comuni dell’innovazione energetica – informa ancora l’associazione – sono diffusi in quasi tutto il Paese anche se con una maggiore concentrazione nelle Regioni del Centro-Nord, e in particolare in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Anche in Veneto, Piemonte, Lazio, Marche e Puglia si registrano esperienze significative di Regolamenti Edilizi attenti alla sostenibilità. In Sardegna e Sicilia iniziano ad avviarsi processi importanti, anche se limitati ancora a pochi Comuni".

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