AMBIENTE. Legambiente, Ecosistema Urbano: male le grandi città

Belluno, Verbania e Parma sul podio. Seguono Trento, Bolzano, Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e Livorno. Questa la "top ten" delle città italiane secondo Ecosistema Urbano 2010, la ricerca annuale di Legambiente e Ambiente Italia sullo stato di salute ambientale dei comuni capoluogo italiani, realizzata con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore. Uno dei dati principali che emerge dal rapporto è la "caduta libera" delle grandi città, dove sempre più spesso è allarme ambientale. "Con l’unica eccezione di Torino tutti i nostri centri urbani con più di mezzo milione di abitanti vedono peggiorare il loro stato di salute", afferma Legambiente. La "caduta" delle grandi città, che registra dati negativi su fattori quali qualità dell’aria, trasporto pubblico, depurazione, raccolta differenziata, vede questi numeri: rispetto alla classifica dello scorso anno, meno 10 posizioni per Genova, meno 7 per Firenze, meno 17 per Milano, meno 13 per Roma, meno 7 per Napoli, meno 11 per Palermo.

Spiega Legambiente: "Tira veramente una pessima aria a Milano, che peggiora in tutti gli indici della qualità dell’aria e in particolare per le concentrazioni di Ozono (60 giorni di superamento, erano 41 lo scorso anno); Napoli e Palermo soccombono sotto i cumuli di rifiuti abbandonati nelle strade, incapaci di intraprendere un sistema di raccolta differenziata efficace mentre a Roma i cittadini patiscono ogni giorno gli effetti dannosi di una mobilità scriteriata, con centro e periferie invase dalle auto private". Nelle ultime posizioni della classifica dominano le città del Mezzogiorno e quelle della Sicilia, anche se emerge un dato positivo: in classifica Salerno passa dal 34° posto al 19° di quest’anno, Avellino dall’80° al 29°, e questo "avviene principalmente per un impressionante balzo in avanti nei numeri della raccolta differenziata dei rifiuti", insieme ad altri miglioramenti che indicano come dal Meridione arrivino anche esperienze positive.

Per quanto riguarda la caduta dei grandi centri, spiega Legambiente: "La flessione è dovuta ad una generale conferma di performance storicamente non esaltanti in alcuni dei settori chiave del rapporto. Come ad esempio la qualità dell’aria, dove Milano peggiora in tutti e tre gli indici, e dove Palermo, Napoli e Roma non brillano. Oppure nel trasporto pubblico dove Palermo arretra con evidenza nei passeggeri trasportati, crollando dai 110 viaggi per abitante all’anno della passata edizione agli attuali 44 appena, e Napoli e Genova peggiorano di poco. O, ancora nella depurazione dove tutte le grandi flettono tranne Torino e Genova che restano stabili. Oppure nella percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata dove Roma resta immobile ad appena il 19,5% e Palermo addirittura scende ad un ridicolo 3,9% (era il 4,3% nella scorsa edizione). Resiste solo Torino, che è 74ª (era 77ª lo scorso anno), proprio perché migliora di poco nelle medie del Pm10 e soprattutto dell’Ozono dove dimezza i giorni di superamento della soglia, scendendo a 36 giorni contro i 74 dello scorso anno, come risale, di poco, anche nei settori del trasporto pubblico, dei consumi idrici e dei rifiuti, sia nella produzione che nella raccolta differenziata, dove arriva al 42%".

"La vera emergenza nelle nostre città – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – è rappresentata spesso dalla scarsa lungimiranza, dalla mancanza di coraggio e di modernità da parte di chi le governa. Perché se è vero che lo Stato investe pochissimo nelle infrastrutture per il trasporto pubblico urbano, questo non può diventare l’alibi per l’immobilismo delle grandi città che oggi invece potrebbero rappresentare il fulcro del cambiamento, approntando da subito interventi sostanziosi quasi a costo zero".

LINK: La classifica di Ecosistema Urbano 2010

Comments are closed.