AMBIENTE. Legambiente, al via la campagna “Stop al mercurio”

La campagna europea Zero Mercury a cura dell’Eeb (European environmental bureau) arriva anche in Italia. Obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica, le aziende e i lavoratori sui gravissimi rischi, anche sanitari, che comporta la dispersione nell’ambiente del mercurio. In Italia, la promuove Legambiente con una giornata dedicata all’informazione sulla riconversione degli impianti cloro-soda a tecnologia più pulita e blitz contro l’impiego di questo metallo pesante nei cicli industriali.

Il mercurio è un elemento chimico piuttosto raro nella crosta terrestre. È un metallo pesante che si presenta in forma liquida a temperatura ambiente (ed è per questo che viene detto "argento vivo"), è altamente volatile e molto persistente nell’ambiente. Viene utilizzato nella fabbricazione di termometri e manometri, nell’industria chimica, in quella farmaceutica, nella produzione di lampade fluorescenti e nelle amalgame dentarie. L’inquinamento da mercurio è dovuto principalmente all’attività di impianti metallurgici, chimici, cementifici e centrali termoelettriche a carbone.

Così sabato 17 giugno Legambiente sarà davanti agli stabilimenti industriali in sei regioni Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Abruzzo e Sicilia) per protestare sotto lo slogan "STOP AL MERCURIO". Riportiamo qui di seguito gli appuntamenti:

  • A Pieve Vergonte (VCO), alle ore 10,00 i volontari del Cigno Verde srotoleranno lo striscione davanti all’ingresso principale della Tessenderlo. Come in passato l’Enichem e la Rumianca, quest’industria utilizza la tecnologia ad amalgama di mercurio in vecchi impianti elettrolitici, ormai a fine vita.
  • A Torviscosa (UD), l’appuntamento invece è alle 11,30 davanti alla sede della Caffaro. I vertici dell’industria sono tornati a promettere, dopo il terribile sversamento del 28 aprile 2005, la rapida dismissione del mercurio e la costruzione di un impianto a membrane, ma ad oggi non è mai stato realizzato. L’allarme nella zona è alto a causa delle elevate concentrazioni di mercurio
  • A Rosignano (LI), dalle 11,00 alle 12,00 gli attivisti dell’associazione ambientalista presidieranno l’ingresso della Solvay (via Piave, 6). Produce sale, cloro, e derivati. In questa zona, lunga circa mezzo chilometro, c’è il divieto di balneazione, regolarmente ignorato poichè i bagnanti, attratti da queste spiagge caraibiche, fa il bagno tranquillamente. Qui si trova infatti il Fosso Bianco, rivo artificiale dove scarica la Solvay. Un divieto così ridotto è senza senso anche secondo gli studi del CNR di Livorno, dato che a 6 km dalla costa verso il mare è stato trovato mercurio nelle sabbie carbonatiche. Le schiume e gli scarichi di materiali calcarei non sono che gli aspetti più appariscenti degli scarichi a mare. Il mercurio è ancora quasi tutto nei sedimenti marini, e ritorna in circolo con le mareggiate, i pesci e il calore solare.
  • Appuntamento anche a Priolo Gargallo (SR) con i volontari di Legambiente, dalle ore 10,30 la protesta si svolgerà di fronte alla portineria della Syndial (Via Litoranea Priolese, 39 – SP ex SS114).
  • Altra situazione è in Abruzzo, dove la Solvay sta elaborando uno studio sulla riconversione dell’impianto di Bussi (Pe) nell’ambito delle iniziative promosse dall’Osservatorio locale sulla chimica coordinato dalla Provincia di Pescara per rilanciare l’area industriale. Legambiente incontrerà il 23 giugno prossimo a Pescara il presidente della Provincia e la dirigenza della Solvay proprio per ragionare insieme sulla riconversione del sito di Bussi.

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