AMBIENTE. Legambiente e WWF in difesa del fiume Po

Un progetto complessivo di riqualificazione paesaggistica e l’attuazione di un buon piano di gestione del bacino idrografico per salvare il fiume Po: è quanto chiedono le associazioni Legambiente e WWF in occasione dell’apertura del IV Congresso nazionale del Po, che si svolge oggi e domani a Piacenza. Il Congresso rappresenta, sottolineano, un appuntamento importante per il futuro del corso d’acqua. E per l’occasione gli ambientalisti auspicano che il lavoro preparatorio sviluppato dalla Consulta delle Province del Po si traduca in un grande Progetto di Sistema, che preveda la salvaguardia della qualità delle acque, del paesaggio e degli ecosistemi dell’intero bacino per uscire dall’epoca degli interventi di emergenza.

L’area del Po, ricordano le associazioni, è sottoposta a pressioni pesanti che comprendono una urbanizzazione eccessiva e incontrollata, un sistema agrozootecnico intensivo, lo sfruttamento della risorsa idrica per produrre energia anche nei torrenti di montagna ed escavazioni abusive. Il fiume rappresenta fra l’altro il recapito finale di quasi il 30% dei fitofarmaci distribuiti in Italia e registra, sottolineano Legambiente e WWF, una perdita inarrestabile di biodiversità. Da qui la richiesta di "un progetto complessivo di rinaturazione e riqualificazione paesaggistica" per garantire la difesa dal rischio idrogeologico e l’attuazione di "un buon Piano di gestione del bacino idrografico", da affidare all’Autorità di Bacino. Il IV Congresso nazionale del Po, si legge nel sito internet dell’iniziativa, rappresenta dunque l’occasione per "un grande dibattito sul futuro del fiume, su come difenderlo dalle minacce climatiche e dall’inquinamento, come garantire la sicurezza della popolazione" e valorizzarne il patrimonio naturale e culturale.

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