AMBIENTE. Legambiente: giro affari ecomafia florido nonostante crisi

Il giro d’affari dell’ecomafia e’ pari a 20,5 miliardi di euro. E’ quanto denuncia il rapporto Ecomafie 2010 di Legambiente. Il fatturato in nero e’ generato dall’impennata delle infrazioni nel settore dei rifiuti e dal business del cemento ‘depotenziato’. Salgono i reati contro la fauna (+58%) e quelli contro l’ambiente marino. Nella classifica sull’illegalità ambientale del 2009, il Lazio sale al secondo posto (era al quinto nel 2008), soprattutto per i reati contro il patrimonio faunistico, mentre il suo territorio è sempre più esposto alle infiltrazioni dei clan, in particolare nel Sud pontino, con Latina che si attesta addirittura al terzo posto nella classifica provinciale del ciclo del cemento in Italia. Al primo posto stabile la Campania con 4.874 infrazioni accertate (il 17% sul totale nazionale). Al terzo posto la Calabria, con 2.898 infrazioni seguita dalla Puglia con 2.674 infrazioni. Scende di due posizioni la Sicilia, al quinto posto con 2.520 infrazioni accertate, mentre la Liguria si conferma come lo scorso anno, quale prima regione del Nord Italia con il maggior numero di reati: 1.231.

Secondo il dossier, aumentano gli arresti (+43%), gli illeciti accertati (28.576), il numero delle denunce (33,4%, da 21.336 persone a 28.472) e i sequestri (11%, da 9.676 a 10.737). Il racket degli animali – in base alle stime della Lav – si conferma di 3 miliardi di euro, mentre l’agricoltura vale affari per circa 50 miliardi di euro l’anno (150 reati al giorno). Quello dell’ecomafia, rileva il rapporto, ”si conferma sempre piu’ come fenomeno globale” che ha portato a intraprendere sinergie con l’Organizzazione mondiale delle Dogane e dell’Ufficio centrale antifrode, soprattutto in un’operazione di controllo contro il traffico illecito di Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) che invece di essere smaltite secondo la legge venivano impropriamente e illegalmente ‘riciclate’ come si apprende da alcune indicazioni sulle indagini che sono pero’ ancora in corso.

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