AMBIENTE. Legambiente, incendi in calo del 40% ma al Sud restano una piaga

Nel 2008 gli incendi in Italia sono diminuiti del 40% rispetto all’anno precedente; due terzi di aree bruciate in meno. La buona notizia arriva dall’indagine Ecosistema Incendi 2009 pubblicata oggi da Legambiente. Nonostante i miglioramenti però, Calabria e Sicilia si sono caratterizzate ancora per l’ elevatissimo numero di incendi (rispettivamente 1.280 e 797) con una superficie di bosco andato in fumo pari a circa 15.000 ettari complessivi, cioè la metà del territorio bruciato in tutte le altre regioni. Rilevanti sono stati i danni anche in Campania e Sardegna, dove le aree percorse dal fuoco sono state rispettivamente di 3.956 ettari con 799 incendi e 4.128 ettari con 724 incendi, a conferma che sono sempre le regioni del sud ad essere maggiormente interessate dal problema dei roghi, mentre nel centro-nord il fenomeno continua ad essere molto più contenuto, grazie anche alle diverse condizioni meteorologiche.

"La diminuzione del numero degli incendi durante la scorsa estate è sicuramente un segnale positivo – ha commentato il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso – ma è più che mai necessario non abbassare la guardia. Guardando la mappa dei roghi risulta evidente che esistono ancora delle criticità in alcune aree del Paese, dove il rispetto delle prerogative e dei doveri delle diverse amministrazioni coinvolte nella lotta agli incendi boschivi è ancora lontano dal trovare una piena applicazione. E’ su queste criticità – ha aggiunto Bertolaso – che bisogna lavorare. Non sono Canadair e elicotteri a rappresentare la soluzione del problema, infatti i mezzi aerei sono solo l’estrema risorsa per i roghi più pericolosi. Solo con una buona organizzazione sul territorio e il pieno rispetto della Legge si può sperare di ridurre i gravi danni che ogni estate devono sopportare i nostri boschi aggrediti dalle fiamme."

L’indagine Ecosistema Incendi 2009 si è concentrata sulla rilevazione di parametri che indicano lo stato di attuazione della legge 353/2000 e le azioni messe in campo dalle amministrazioni comunali per arginare la piaga degli incendi boschivi; ha stilato una graduatoria in base alle risposte complete ricevute da 823 amministrazioni comunali, tra i 2.641 colpiti da incendi superiori all’ettaro di estensione nel biennio 2007-2008 ai quali Legambiente ha inviato un dettagliato questionario.

Dall’analisi emerge che solo il 4% dei comuni campione applica pienamente la legge quadro in materia di incendi boschivi. Buona invece l’istituzione del catasto delle aree percorse dal fuoco, realizzato nell’ 80% dei comuni presi in esame. Oltre la metà dei municipi risulta anche averlo aggiornato nell’ultimo anno, testimoniando così l’aumentata consapevolezza che proprio dal censimento delle aree bruciate comincia una concreta lotta agli incendi.

Diciotto comuni ottengono quest’anno le bandiere "Bosco Sicuro" per la piena applicazione della legge quadro 353/2000, due dei quali (Vico Equense e Camaiore) ottengono il riconoscimento per il terzo anno consecutivo. I comuni più agguerriti nella lotta agli incendi boschivi sono quellipugliesi, con l’82% delle amministrazioni comunali coinvolte e con un punteggio medio ottenuto di 8 su 10. Secondo posto per le Marche con il 73% dei comuni, subito seguiti dalle amministrazioni comunali campane con il 72%. Fanalino di coda è anche quest’anno la Lombardia, scarsamente interessata dalle fiamme ma comunque con il 71% dei comuni che svolge un lavoro negativo di mitigazione del rischio incendi con un punteggio medio ottenuto di appena 4 su 10.

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