AMBIENTE. Legambiente presenta Ecosistema Bambino 2006

Le città più a misura di bambino? Cercatele soprattutto nel centro Italia: in Toscana, in Emilia, nelle Marche dove c’è un blocco compatto di comuni senz’altro più attento ai ragazzi. E’ questa infatti l’area geografica dove Ecosistema Bambino di Legambiente, l’annuale ricerca dell’associazione sulle politiche per l’infanzia, ha individuato i centri urbani che più si danno da fare per gli under 14. Ci sono nelle primissime posizioni, al top, Ravenna, Pesaro e Parma (insieme a Torino), poi subito dopo – nel gruppo delle buone – Firenze, Pistoia, Ferrara, Siena, Piacenza, Ancona. Uniche eccezioni a questa continuità territoriale le settentrionali Genova e, come detto, Torino insieme a Caltanissetta. A tutte loro una befana in anticipo di un giorno porta caramelle e dolci. Il carbone invece va in gran parte in Calabria (Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia sono insufficienti, Reggio Calabria fornisce pochi elementi per una valutazione). Brillano infine, ma per la loro assenza, Milano che non ha fornito nessun dato a Legambiente così come Taranto e Venezia. Era quello che avevano fatto negli anni passati anche città come Bologna e Palermo che invece oggi tornano in classifica con performance discrete.

Il nono rapporto di Legambiente sulle politiche comunali per ragazzi fino a 14 anni nelle 103 città capoluogo di provincia, presentato oggi, come di consueto alla vigilia dell’epifania in una conferenza stampa ha visto la partecipazione di Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, di Luciano Ventura, responsabile settore ragazzi dell’associazione, e degli amministratori delle città premiate.

"Guardare alle città col punto di vista dei bambini è importante: si migliorano infatti i servizi offerti ai più giovani ma nello stesso tempo si costruiscono le premesse per un miglioramento generale della qualità della vita – spiega Francesco Ferrante – Purtroppo però non tutte le città riescono a prendere con serietà e continuità l’impegno di coinvolgere i bambini nella gestione della cosa pubblica, di farne dei cittadini a tutti gli effetti. Ecco perché torniamo ogni inizio d’anno a sottolineare l’importanza del dialogo con bambini e ragazzi e richiamiamo tutti a impegnarsi per un futuro sempre più costruttivo".

Il rapporto è frutto delle risposte fornite dalle aministrazioni comunali a un questionario redatto dall’associazione che valuta le forme di partecipazione avviate per favorire un ruolo attivo dei bambini nella città, le strutture dedicate alle politiche per l’infanzia, il rapporto di collaborazione tra amministrazione comunale e associazioni no profit, i servizi e le iniziative di aggregazione e di animazione culturale. Solo ed esclusivamente per le città della calza, vengono consegnate caramelle per la qualità delle iniziative realizzate per i giovanissimi. La prima fascia, corrispondente all’ottimo, è vuota perché non esiste, oggi, nessuna città veramente a misura di bambino. La fascia delle insufficienze non riporta punteggio ed è in ordine alfabetico.

Il quadro disegnato quest’anno dal dossier (i dati sono relativi al 2004), tra sali e scendi, evidenzia un ampio divario tra "chi fa" e chi "non fa", con un sensibile aumento tuttavia dei comuni che danno importanza ai ragazzi, rispetto all’andamento degli anni precedenti: sono infatti 12 i capoluoghi in posizione medio-alta e ben 31 quelli che arrivano a discreto. Ravenna si guadagna il primo posto in classifica con una continua crescita nel corso degli ultimi anni che l’ha vista seguire un progetto ben preciso di coinvolgimento dei ragazzi nella cosa pubblica; a seguire le conferme di Pesaro (2°) e Torino (4°), con la loro ormai comprovata attenzione ai ragazzi, e la rimonta di Parma (3°) grazie a un attento lavoro di animazione culturale e alle opportunità di consultazione sulle politiche urbane e di partecipazione offerte ai ragazzi.

Passi indietro da registrare invece per i capoluoghi del Sud Italia, unica eccezione per Caltanisetta che anno dopo anno consolida la sua vocazione nelle politiche per l’infanzia e di Palermo, Benevento, Caserta e Cosenza che salgono significativamente attestandosi nella fascia dei discreto. Risalta negativamente il caso preoccupante della Calabria che, tranne appunto Cosenza, è il fanalino di coda della classifica. E forse per una regione alla ricerca di un’identità sociale nuova e di una nuova cultura della legalità il dato deve far riflettere.

Rafforzano la loro posizione le grandi città, che mantengono gli impegni assunti negli scorsi anni. La conferma arriva da Torino in quarta posizione, e da Firenze e Genova che si posizionano in seconda fascia a ridosso delle magnifiche quattro. Salgono Verona e Trieste, mentre rientrano in gioco Bologna e Palermo, entrambe nella fascia dei discreto. Roma occupa invece un positivo ma non troppo 17° posto, retrocedendo di sette posizioni rispetto allo scorso anno, nonostante grandi sforzi e investimenti che confermano quanto sia complicato mettere a fuoco gli obiettivi e razionalizzare gli interventi in una metropoli dispersiva nei tempi e nelle dimensioni. Milano invece, dopo l’insufficienza dello scorso anno, non ha risposto al questionario.

Complessivamente risultano in crescita nelle voci delle amministrazioni comunali la progettazione partecipata (51%), gli incontri con il Sindaco (55%) e i consigli comunali dei ragazzi (47%). Mentre nel campo dell’offerta culturale vanno per la maggiore laboratori (84%), soggiorni estivi (73%), e l’organizzazione di rassegne teatrali per ragazzi (74%). Dati che fanno aumentare il numero delle città attente all’infanzia e che fanno guardare con ottimismo agli sviluppi futuri, senza tuttavia dare effettiva assicurazione sull’efficacia degli strumenti.

 

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