AMBIENTE. Legambiente presenta Mare Monstrum 2008 e lancia Goletta Verde

L’abusivismo edilizio continua ad essere il punto debole delle coste italiane, intaccando persino le parti di mare protetto. Quasi 4mila infrazioni intorno al ciclo del mattone selvaggio registrate nel 2007, oltre 5mila denunce e 1.399 sequestri effettuati nell’anno. Per non parlare degli ecomostri che si ergono su spiagge sparse per tutta Italia.

Questi sono alcuni dei dati diffusi oggi da Legambiente in occasione della presentazione a Roma del dossier Mare Monstrum 2008 che, ogni anno, riporta il quadro degli illeciti inflitti ai litorali del Belpaese, dalle speculazioni immobiliari alla pesca fuorilegge, dall’inquinamento delle acque alle infrazioni al Codice della navigazione. Se si considerano tutti questi altri illeciti, i reati subiti dal mare italiano nel 2007 sono stati 14.315, quasi 2 infrazioni a km. Rispetto al 2006 il numero di infrazioni è calato di circa 5mila casi, mentre quello dei colpevoli si è quasi triplicato.

Al secondo posto nella classifica degli illeciti ai danni del nostro mare, dopo l’abusivismo edilizio, ci sono i reati sul fronte scarichi e depurazione, che sono cresciuti del 42% rispetto all’anno precedente: quasi 2mila infrazioni accertate, quasi 2mila persone denunciate o arrestate, 737 sequestri effettuati. I reati di pesca subiscono una lieve flessione, mentre si registra un aumento dei provvedimenti di denuncia e arresto. A guidare la classifica regionale è la Campania con 2.355 infrazioni accertate dalle Forze dell’ordine e dalle Capitanerie di Porto, seguita dalla Puglia con 2.184 e dalla Sicilia con 2.039 casi.

"Sostanzialmente quello che emerge dal dossier – ha spiegato Sebastiano Venneri, vicepresidente e responsabile mare di Legambiente – è che in riva al mare il businnes del mattone non teme confronti e ormai non riguarda più solo case di villeggiatura ma grandi speculazioni immobiliari che vanno dalle megastrutture alberghiere, ai parcheggi fino ai nuovi porti e che non risparmiano neanche le aree protette. La motivazione è sempre quella dello sviluppo turistico – ha denunciato Venneri – ma in molti casi questa idea lascia perplessi anche gli stessi operatori del settore. Basti pensare che da uno studio di Ucina risultano ottenibili in tutta Italia ben 40mila nuovi posti barca riqualificando strutture e aree in disuso o utilizzando sistemi di ormeggio leggero senza sacrificare un solo metro di costa. Eppure nonostante queste alternative – ha concluso il vicepresidente di Legambiente – sono decine i progetti di nuovi porti e annessi vari che molte amministrazioni sono intenzionate a portare avanti in buona parte delle coste del Paese".

Contributo negativo dei fiumi sulle acque di balneazione marine è stato riscontrato anche dai monitoraggi effettuati lo scorso anno da Goletta Verde di Legambiente, che ogni anno, da 23 anni, consegna le bandiere nere ai pirati del mare. Nel 2007 il 47,7% dei punti alla foce dei fiumi monitorati da Goletta Verde è risultato gravemente inquinato; il 27,1% leggermente inquinato e solo il 13,6% pulito: la percentuale delle acque fluviali che arrivano pulite alla foce si è dimezzata rispetto al 2006. In 28 corsi d’acqua si è riscontrata una grave contaminazione, in quanto l’inquinamento batterico ha superato 10 volte i limiti imposti dalla normativa sulla balneazione. Le bandiere nere 2008 sono state assegnate "pari merito" a:

  • la Regione Abruzzo per aver approvato la cosiddetta Legge Fogna, che torna ad applicare per gli scarichi degli impianti di depurazione valori di parametri previsti da una normativa del 1981, già all’epoca molto permissiva rispetto alla normativa nazionale di riferimento (Legge Merli);
  • in Basilicata ai pirati della costa ionica (Nettis Resort, Ecoresort Marinagri, Cit Holding) per i grandi progetti (Villaggio Porto degli Argonauti, megalottizzazione tra Policoro e Scanzano Ionico, Villaggi Porto Greco e Torre del Faro) che hanno ricoperto di cemento il litorale lucano;
  • alla Regione Campania, per la pessima gestione degli impianti di depurazione regionali;
  • bandiera Nera "ex aequo"- in Emilia Romagna – alle Amministrazioni Comunali di Cervia, Comacchio e Ravenna (nel Parco Regionale del Delta del Po), le quali continuano ad alimentare una assurda e dannosa speculazione edilizia (e un enorme consumo di suolo), contribuendo a degradare un patrimonio naturale di grande valore;
  • nel Lazio all’amministrazione comunale dell’Isola di Ponza, per il continuo dilagare del cemento illegale, per il 100% degli scarichi civili non allacciato ai sistemi di depurazione, per la raccolta differenziata dei rifiuti inesistente e per le politiche energetiche antiquate. E poi all’Assobalneari di Roma, per lo scellerato progetto delle cinque isole artificiali al largo di Ostia nel comune di Roma. All’Immobiliare Vertulasia s.r.l, per la realizzazione di un complesso residenziale abusivo su un terreno fronte mare di circa 15 ettari, lungo la via Flacca nel Parco "Riviera di Ulisse", realizzato nonostante la diffida di inizio lavori emessa dal Comune di Gaeta;
  • al Campeggio Holiday Village di Fondi, sorto negli anni ’70 come semplice camping è diventato una vera e propria lottizzazione abusiva su terreno demaniale;
  • in Liguria al Comune di Vado Ligure (SV), alla "A. P. Moller-Maersk" (Copenaghen) e alla "Maersk Italia SpA" (GE) per il progetto della "Piattaforma Maersk", in spregio alla volontà dei cittadini che lo hanno nettamente bocciato (64% di NO) in una consultazione pubblica indetta dalla stessa amministrazione comunale;
  • nelle Marche all’API di Falconara (AN) per il quinto anno consecutivo. Per la reiterata proposta di realizzazione di altri due impianti di generazione di energia elettrica (di 530 e di 70 megawatt), accanto a quello già esistente di 290 megawatt di potenza;
  • in Puglia alla Ugento s.r.l. per la realizzazione del Villaggio ex Orex che prevede milleduecento posti letto, per 68mila metri cubi su un’area di 170mila metri quadrati in contrada Fontanelle nel Comune di Ugento.
  • in Sicilia al Comune di Piraino (ME) per la lottizzazione Torre delle Ciavole, già bandiera nera nel 2001;
  • in Toscana al sindaco di Campo nell’Elba per la gestione del Peep (Piano di edilizia economica e popolare) con cui le case "popolari" realizzate negli ultimi anni sono state oltre 200 in un Comune di 4mila abitanti e dove nel 2001 risultavano esserci ben 2.300 seconde case. Al sindaco di Rio Marina per il villaggio Paese a Vigneria, la lottizzazione sulle ex miniere di pirite che nessuno vuole rilevare;
  • in Veneto al ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola per aver proposto di riaprire lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi nel Golfo di Venezia;
  • ai Consiglieri Regionali Franco Frigo e Carlo Alberto Azzi per l’interpretazione data all’articolo 30 della legge che ha istituito il Parco Regionale del Veneto, che permetterebbe la trasformazione a carbone della centrale termoelettrica di Polesine Camerini (RO) aumentando considerevolmente le emissioni di CO2 in un’area protetta che sta avviandosi verso una economia turistica sostenibile.

Per quanto riguarda gli ecomostri Legambiente ha stilato la Top Five di quelli che per storia o impatto ambientale devono scomparire dalle coste italiane: l’hotel di Alimuri a Vico Equense (Na), le palazzine di Lido Rossello a Realmente (Ag), Palafitta e Trenino a Falerna (Cz), il villaggio abusivo di Torre Mileto (Fg) e lo scheletrone di Palmaria a Porto Venere (Sp).

"Un’azione sicuramente più efficace e incisiva da parte delle Forze dell’ordine nel contrasto dell’abusivismo edilizio sul demanio marittimo, ha permesso di diminuire il numero assoluto d’infrazioni accertate – ha sottolineato Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente- ma d’altro canto va considerato anche che i provvedimenti di sequestro vengono adottati nei casi più gravi di violazioni. Oltre alle colate di cemento vogliamo richiamare l’attenzione anche sul libero accesso al mare, un diritto troppe volte negato in nome del profitto degli stabilimenti balneari. Caso emblematico quello della Liguria dove su 135 chilometri di litorale solo 19 sono completamente liberi".

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