AMBIENTE. Lombardia, Legambiente presenta legge di iniziativa popolare contro consumo del suolo

Una legge di iniziativa popolare per fermare la colata di cemento sui campi della Lombardia.
Legambiente ha presentato questa mattina la proposta di legge d’iniziativa popolare per il contenimento del consumo di suolo e la disciplina della compensazione ecologica preventiva. I principali contenuti del progetto, che ha avuto il sostegno di 12mila cittadini firmatari della proposta, sono stati illustrati in un incontro con l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia, rappresentato dal Presidente Giulio De Capitani (Lega Nord) e dai due Vice Presidenti Enzo Lucchini (Pdl) e Marco Cipriano (Sinistra Democratica).

Sono tre i principi su cui si basa il provvedimento presentato da Legambiente: il riconoscimento legislativo del suolo come bene comune; preferire l’edificazione in aree dimesse; la compensazione ecologica preventiva, su modello della legislazione tedesca che ha già approvato la legge "Stop al consumo di suolo".

"Ritengo si tratti di una proposta interessante – ha dichiarato De Capitani – su cui mi impegno ad avviare l’iter in Consiglio regionale, assegnando quanto prima il progetto di legge alla Commissione competente, che potrà analizzarlo già al rientro dalla pausa estiva".

Anche l’esponente di Sinistra Democratica ha giudicato positivamente la legge di iniziativa popolare presentata da Legambiente.

"L’incontro di oggi dimostra la sensibilità e l’interesse del Consiglio alla tematica", ha sottolineato il vicepresidente Cipriano, esprimendo pieno sostegno all’iniziativa. "Adesso la parola passa alla politica – ha aggiunto – che dovrà confrontarsi nel merito".

"I suoli sono la nostra ricchezza – ha dichiarato Damiano Di Simine, presidente Legambiente – L’avanzata di strade, case, centri commerciali, capannoni, spesso desolatamente sfitti, non lascia indifferenti i lombardi consapevoli che sui suoli regionali si giocherà il futuro dei propri figli e nipoti, perchè una aggressione così massiccia al territorio è già una seria ipoteca per le future generazioni".

Il ritmo con cui spariscono i terreni, inghiottiti da asfalto e cemento, è infatti serrato e preoccupante: 103.000 metri quadri in meno ogni giorno, come dire che ogni tre ore sparisce una superficie di Lombardia pari a quella occupata dal Duomo di Milano, secondo i dati forniti da Legambiente.

"Non potrà mai esistere un’edilizia virtuosa fino a quando risulterà conveniente occupare nuovi suoli agricoli piuttosto che recuperare spazi sottoutilizzati – ha continuato Di Simine – .Dobbiamo ripensare il modo in cui si costruisce nella nostra regione: non ha senso costruire quartieri a zero emissioni in posti dove si è costretti a percorrere ogni giorno 100 km in auto per andare al lavoro. Deve essere fermata l’emorragia dei suoli agrari che è, oggi, il male più grave di cui soffra la nostra regione e l’intero Paese".

La terra è un bene comune limitato e non rigenerabile, senza il quale non è possibile nutrire il pianeta. Per questo l’obiettivo principale dell’associazione è ottenere un riconoscimento giuridico per il suolo, che ancora manca nella legislazione del nostro Paese.

"Non abbiamo molto tempo per invertire la rotta – ha concluso Di Simine – deve passare il principio che il suolo è un bene di tutti, ogni consumo o danneggiamento di questa risorsa rappresenta un vero e proprio danno nei confronti della comunità. Legambiente e i cittadini lombardi che hanno sottoscritto la proposta di legge chiedono a gran voce al legislatore regionale di intervenire prima che il danno all’agricoltura e al paesaggio lombardo sia irreversibile".

di Flora Cappelluti

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