AMBIENTE. Lombardia: “preziose concessioni” in cambio dello smaltimento di rifiuti e veleni

Tempi duri per la situazione dei rifiuti anche in Lombardia. Alla corsa contro il tempo della Regione per evitare una multa dell´Unione europea a causa dei veleni prodotti dalle tre discariche del polo chimico di Pioltello Rodano, si è aggiunta nelle ultime ore la denuncia presentata da Monica Frassoni, europarlamentare dei Verdi, che chiede alla magistratura di verificare eventuali omissioni o abusi d’ufficio relativi al piano rifiuti della Provincia di Como.

La corsa contro il tempo ormai agli sgoccioli della Regione Lombardia per evitare la sanzione comunitaria è iniziata quasi vent’anni fa. Ora come allora, nel mirino della Ue c’è il polo chimico di Pioltello Rodano con le sue tre discariche e fra queste, in particolare, il deposito di nerofumo prodotto dalla Sisas, una delle aziende del polo e le sue 30mila tonnellate di residuo fuligginoso da combustione da bonificare. Una procedura iniziata dalla Regione nei primi anni ’90 con la giunta di centrosinistra, il cui assessore all’Ambiente di allora, il verde Carlo Monguzzi, aveva chiesto alla Sisas un risarcimento di 100 miliardi di lire. Ma a quasi ventenni di distanza, nel sito continuano a essere ancora presenti 15mila tonnellate di veleno.

Dopo ripetuti avvisi, a fine di aprile scorso, si è diffusa la notizia dell’arrivo della sanzione europea da 20 milioni, più 200mila euro per ogni giorno di ulteriore ritardo, peraltro tardivamente smentita da una nota diffusa l’altro ieri dalla stessa Regione che l’ha seccamente qualificata come "manovra falsa e anti-lombarda, poiché non è arrivata nessuna multa".

Fatto sta che la Regione Lombardia, guidata ininterrottamente dal 1995 da Roberto Formigoni, solo negli ultimi due anni ha iniziato a fare qualcosa, non con la Sisas, nel frattempo fallita, ma con la Walde, specializzata in bonifiche di siti contaminati, e con il Gruppo Zumino, che dall’accordo di programma con il Pirellone firmato nel gennaio 2008 hanno ottenuto, in cambio del lavoro, l´autorizzazione a costruire un centro commerciale. Tuttavia, dal gennaio dello scorso anno, per la Ue ci si è mossi con troppa lentezza, soprattutto in relazione al pericolo di contaminazione della falda acquifera. Ma se il governatore della Lombardia è riuscito a ottenere dalla Ue una proroga di due mesi fino al 26 giugno prossimo come tiene a sottolineare il Pirellone, la sospensione della multa non arresta certo la corsa contro il tempo.

"Ammesso di smaltire fino a 200 tonnellate al giorno, servono almeno due mesi e mezzo per eliminarne 15mila", osserva Monguzzi, attualmente consigliere regionale dei Verdi, che definisce "un regalo sull’onda dell’emergenza" il centro commerciale concesso in contropartita alle aziende bonificatrici dell’area.

E di "preziose concessioni" si tratta anche nel caso della denuncia presentata alla magistratura da Monica Frassoni. Nel mirino dell’europarlamentare dei Verdi è finito il piano-rifiuti della Provincia di Como dove, ha spiegato Frassoni, è stato concesso l’uso di ‘preziose aree’ dei laghi briantei alle multinazionali per la lavorazione e l’incenerimento di rifiuti al di fuori dei fabbisogni provinciali.

"Se le decisioni prese non verranno riviste, sono politiche le responsabilità di atti che rischiano di mutare irreversibilmente la vivibilità e il destino di un vasto territorio. Ma se per attuare profitti non sono state rispettate le normative nazionali ed europee da chi ha ricevuto il mandato di difendere il bene comune, queste stesse responsabilità potrebbero assumere rilevanza penale", ha concluso l’europarlamentare Frassoni-

di Flora Cappelluti

 

 

 

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