AMBIENTE. Maltempo, Italia fragile. Agriturist: mettere in sicurezza il territorio

Per fronteggiare il dissesto idrogeologico del paese bisogna superare la logica del "meglio tardi che mai" e attuare "una tempestiva politica di prevenzione delle frane e delle inondazioni, tenuto conto del fatto che riparare costa molto più che prevenire". Questa volta le parole, a fronte delle conseguenze devastanti del maltempo nei giorni scorsi in Liguria e in Toscana, arrivano da Agriturist, l’Associazione nazionale per l’agriturismo, l’ambiente e il territorio, promossa da Confagricoltura.

"Di fronte a tante vittime (oltre 4000 negli ultimi 50 anni) e danni alle abitazioni – ha detto Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist – può sembrare che le ragioni del turismo costituiscano un fatto secondario. In realtà devono rappresentare un motivo in più per intervenire efficacemente, e preventivamente, perché dagli stranieri che visitano le bellezze dell’Italia arrivano risorse economiche (29,2 miliardi di euro nel 2010) utili anche per sostenere la messa in sicurezza del territorio. Sarebbe nefasto se si facesse strada la sensazione che visitare l’Italia è pericoloso".

Sotto i riflettori ci sono le alluvioni che hanno sconvolto il Levante Ligure e la Lunigiana, come quella dello scorso anno che ha provocato il crollo della Casa dei Gladiatori nel parco archeologico di Pompei: sono eventi, ribadisce Agriturist (che sabato sarà presente all’incontro e alla presentazione del libro "Il Bel Paese maltrattato" di Roberto Ippolito), che pongono anche un problema di sicurezza del turista e di salvaguardia del patrimonio culturale, naturale e paesaggistico italiano. È dunque necessario mettere in sicurezza il territorio particolarmente esposto al rischio idrogeologico.

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