AMBIENTE. Maltempo: non solo danni, neve e pioggia attesi in campagna

Dove non si sono verificati danni da allagamenti e smottamenti di terreno il maltempo con la pioggia e la neve è stato accolto con favore nelle campagne dove la prolungata mancanza di acqua impedisce ai terreni il ripristino delle riserve idriche indispensabili per affrontare la primavera e l’estate quando le colture avranno bisogno di irrigazione. E’quanto afferma Coldiretti nel sottolineare che l’anomala situazione determinata da un autunno "tropicale" potrebbe risultare meno drammatica in campagna se l’abbassamento di temperature sarà graduale e accompagnato da abbondanti nevicate sui rilievi che potrebbe rappresentare una importante "scorta" di risorse idriche per i prossimi mesi.

La caduta della neve dunque non ha portato solo sollievo agli operatori turistici della vacanza sulla sci ma – continua la nota – consente anche di ripristinare le riserve idriche limitate dopo un lungo periodo di assenza di rilevanti precipitazioni in vista della ripresa vegetativa delle coltivazioni, secondo l’antico proverbio contadino "sotto la neve pane". Dove si sono verificate intense precipitazioni con la caduta di grandi quantità di acqua si segnalano tuttavia diffusi allagamenti nelle campagne con l’acqua che ristagna ma anche smottamenti e frane dovuti a fatto che i terreni secchi non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento portando con sé la parte superficiale del terreno. Una preoccupazione aggravata dal fatto che – sottolinea Coldiretti – che ben il 7,1 per cento del territorio nazionale, per un totale di oltre 21mila chilometri quadrati, è considerato a rischio per frane e alluvioni.

Nelle campagne preoccupa anche il rischio – proseguono i coltivatori – che l’arrivo improvviso del freddo provochi danni irreversibili alle piante che non sono ancora entrate nella fase dormiente con gli alberi da frutto in molte zone, per le alte temperature, non hanno ancora perso le foglie. Ma le temperature primaverili – prosegue la Coldiretti – stanno creando problemi anche alle viti con le piante che, dopo le potature effettuate dagli agricoltori, per il caldo tendono a rigermogliare e sono dunque molto vulnerabili all’abbassamento delle temperature che avrebbe effetti disastrosi con punte di 6 -7 gradi sotto lo zero. L’autunno " tropicale " – sostiene la Coldiretti – sta anche favorendo lo sviluppo di malattie dannose per le colture come quella del giallume dei cereali (mosaico giallo) che peraltro hanno difficoltà di crescita perchè necessitano di un periodo di freddo (crioperiodismo) che al momento non si è verificato.

Gli effetti osservati in questo autunno sono l’espressione – sottolinea Coldiretti – di cambiamenti climatici strutturali che in Italia si manifestano con un aumento dell’intensità delle precipitazioni, sfasamenti stagionali con autunno caldo e primavera anticipata, aumento del numero di giorni consecutivi con punte di caldo eccessivo, modificazione della distribuzione delle piogge e aumento delle temperature estive. Si tratta di una evoluzione destinata a produrre conseguenze strutturali sull’attività agricola poiché gli effetti – precisa la Coldiretti – si fanno sentire con un significativo spostamento della zona di coltivazione tradizionale di alcune colture, la riduzione della riserva idrica, l’aumento dell’erosione in zone collinari ed alluvioni in pianura, anticipo di germogliamento per le piante coltivate, maggiore rischio per gelate tardive, aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti, stress idrico delle piante. Si tratta di processi – conclude la nota – che rappresentano una nuova sfida per l’impresa agricola che deve interpretare il cambiamento e i suoi effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.

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