AMBIENTE. Marche, in 8 comuni su 10 aree a rischio idrogeologico. Dossier Legambiente

Il 79% delle abitazioni situate nei comuni delle Marche a più alto rischio di alluvioni e frane è in zone a rischio idrogeologico e il 26% presenta in tali aree interi quartieri. Sette su dieci vi vedono sorgere fabbricati industriali che comportano in caso di alluvione, oltre al rischio per le vite dei dipendenti, anche lo sversamento di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. Una fragilità del territorio che si è accresciuta con i recenti mutamenti climatici che comportano temporali brevi ma di incredibile intensità, come nelle recentissime alluvioni che hanno colpito Osimo e Falconara. Soltanto il 12% dei comuni ha intrapreso delocalizzazioni di strutture presenti in zone a rischio, ma il 69% svolge una manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua e delle opere di difesa idraulica. Eccellenti le attività di protezione civile per rispondere all’emergenza in corso: tutti i Comuni si sono dotati di un piano d’emergenza e uno su tre informa i cittadini su cosa fare e dove andare per restare in sicurezza in caso di calamità. Complessivamente il 59% dei Comuni svolge un positivo lavoro di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico: un dato che, se da un lato dimostra come tanta strada sia ancora da fare per una piena sicurezza del territorio, dall’altro pone i Comuni marchigiani tra i più meritori d’Italia.

Questi sono solo alcuni dei dati di "Ecosistema Rischio 2006", l’indagine di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile presentati, oggi, ad Ancona a conclusione della tappa marchigiana di "Operazione Fiumi 2006", svoltasi a Pesaro.

Per verificare cosa facciano realmente le amministrazioni per prevenire il pericolo a cui sono esposti territorio e cittadini, Legambiente ha concentrato l’attività di monitoraggio proprio sui 243 Comuni delle Marche (ben il 99% del totale!), classificati a rischio da Ministero dell’Ambiente e UPI nel 2003. Al questionario di "Ecosistema rischio" ha risposto in maniera completa oltre il 17% dei Comuni a rischio della regione.

Dal dossier Camerino (Mc) risulta il Comune più meritorio della regione, anche se nessun Comune delle Marche raggiunge quest’anno la classe di merito d’eccellenza "ottimo lavoro svolto". Tra i capoluoghi di provincia, Pesaro e Macerata raggiungono la sufficienza, mentre il Comune di Ascoli prende un 4,5 in pagella. Fanalino di coda tra i capoluoghi è Ancona, che ottiene un’insufficienza nella prevenzione. In generale sembrano i piccoli Comuni ad essere più attivi nella mitigazione del rischio idrogeologico rispetto alle grandi città.

"La sensibilità degli amministratori della nostra regione verso la prevenzione dal rischio idrogeologico – dichiara Luigino Quarchioni Presidente di Legambiente Marche – è in continua crescita. E’ fondamentale che il vincolo idrogeologico sia vissuto come una potenzialità piuttosto che come una sciagura. Lasciare tratti di fiume liberi dall’urbanizzazione, oltre ad una minore fragilità dalle alluvioni, significa anche riappropriarsi di spazi fondamentali per la qualità della vita. Alla pesante eredità urbanistica del passato è necessario rispondere con una manutenzione lungo i corsi d’acqua e con interventi sui fiumi che sappiano coniugare la salvaguardia dei cittadini con il rispetto degli ecosistemi fluviali, scoprendo – conclude Quarchioni – come un fiume più curato è spesso un fiume anche più sicuro".

Solo quindici giorni fa sono stati oltre 80 gli appuntamenti di cura del territorio organizzati da Legambiente, Regione Marche e Dipartimento della Protezione Civile in tutta la regione con Operazione Fiumi 2006. Dai fiumi come il Tronto, il Tenna, il Foglia, l’Esino, il Chienti e il Metauro, fino ai torrenti e i corsi d’acqua più piccoli, in quasi 10.000 tra cittadini, scout, volontari ambientalisti e di protezione civile hanno realizzato una minuziosa pulizia dalla spazzatura comune, come cartacce e bottiglie abbandonate lungo i corsi d’acqua, ma anche la bonifica di vere e proprie discariche abusive e la rimozione di tronchi d’albero e rifiuti ingombranti, con l’utilizzo di mezzi speciali, motoseghe, imbarcazioni, rocciatori e carrucole. Un’azione concreta di prevenzione dalle alluvioni ma anche un momento importante di corretta e positiva fruizione dei fiumi e delle loro sponde.

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