AMBIENTE. Mare monstrum, nemico cemento. Al via Goletta Verde

Per un ecomostro che viene demolito ce ne sono altri che continuano a deturpare i litorali d’Italia. E ci sono una schiera di nuovi "pirati del mare" che si contraddistinguono per nuove cementificazioni ai danni dell’ambiente marino e costiero, depurazioni assenti o inadeguate, mancati abbattimenti di abusi edilizi in aree archeologiche e ambientali. È quanto emerge dal rapporto Mare Monstrum 2009, che fotografa numeri e storie di abusivismo, ecomostri, pesca di frodo e reati ambientali commessi sulle coste, presentato oggi da Legambiente durante il lancio di Goletta verde 2009, la campagna di monitoraggio e informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque della penisola, giunta alla XXIV edizione.

Attraverso il calcestruzzo illegale o "legalizzato", denuncia Legambiente, il cemento continua a rappresentare uno dei primi nemici delle coste italiane: nel 2008 intorno il mattone selvaggio conta 3674 infrazioni accertate (meno 7,6% rispetto al 2007), 4697 persone denunciate o arrestate, 1569 sequestri effettuati. Oltre al cemento, ci sono reati quali scarichi illegali, cattiva depurazione, pesca di frodo, infrazioni al codice della navigazione. Un monte complessivo di reati che nel 2008 è salito a 14.544, con un aumento dell’1,6%: si registrano quasi due reati ogni chilometro di costa.

Nel 2008 aumentano le persone denunciate (16.012 nel 2008) e diminuiscono i sequestri (4.049 contro i 4.101 del 2007). Restano elevati, anche se in diminuzione, gli illeciti su scarichi e depurazione: sono in tutto 1.810 le infrazioni accertate, e al primo posto c’è la Sardegna con 362 infrazioni. Aumenta di ben il 10,6% la pesca di frodo e quella illegale, nella quale si registrano, rileva Legambiente, "preoccupanti segnali di infiltrazioni mafiose nella gestione del ciclo di attività".La classifica complessiva del "mare illegale" in Italia vede al primo posto la Campania (2.776 infrazioni accertate) seguita da Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna e Lazio.

La campagna di Goletta Verde, che quest’anno concentrerà l’attenzione proprio sulla ricerca dei punti critici e delle situazioni che più mettono a rischio mare e foci dei fiumi, rappresenterà dunque l’occasione per consegnare la poco invidiabile "bandiera nera" ad almeno una decina di nuovi "pirati del mare". Nella lista ci sono, fra gli altri, la società "Volare Venezia" per il progetto di villaggio turistico su palafitte nel Delta del Po e l’intera Campania per la mancata depurazione delle acque del litorale Domizio-flegreo, il comune di Palermo per il mancato abbattimento delle ville abusive costruite dalla mafia negli anni Settanta a Pizzo Sella, provincia di Latina e sindaco di Sabaudia per le aggressioni al lago di Paola, la "Porto Imperia Spa" per la realizzazione di uno degli approdi barca più grandi della Liguria.

E proprio attraverso i nuovi porti prosegue una forma di assalto al territorio che finisce per urbanizzare ancora la costa. Laddove rimedi alternativi per la realizzazioni dei posti barca ci sarebbero: da uno studio degli imprenditori del settore della nautica da diporto, ha detto il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri, è emerso che "39 mila posti barca potrebbero essere realizzati a cemento zero, impiegando bacini non utilizzati o sottoutilizzati. Di questi, 13.500 potrebbero essere realizzati in pochi mesi, con una risposta più rapida rispetto al ricorso al cemento".

Oltre agli ecomostri abbattuti – ultimo in ordine di tempo lo scheletrone di Palmaria a Portovenere – restano ancora quelli da abbattere, una top five che secondo Legambiente vede ai primi posti l’hotel di Alimuri a Vico Equense (Na), le palazzine di Lido Rossello a Realmente (Ag), Palafitta a Falerna (Cz), il villaggio abusivo di Torre Mileto (Fg) e la "collina del disonore" a Pizzo Sella alle porte di Palermo.

Alla ricerca dunque delle situazioni più critiche, con un monitoraggio scientifico che prevede l’analisi di parametri microbiologici e chimico-fisici, Goletta Verde col veliero Catholica parte oggi da Grado e percorrerà circa duemila miglia per chiudere il suo viaggio il 17 agosto a Capalbio. Naturalmente non mancherà l’attenzione verso la promozione del turismo sostenibile.

 

di Sabrina Bergamini

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